World Sleep Day, sempre più italiani hanno un rapporto “complicato con Morfeo”

L’insonnia va infatti a modificare i ritmi del sonno e della veglia, facendo prevalere soprattutto quest’ultima sul periodo di riposo. Il soggetto colpito da insonnia si sente affaticato e non nel pieno delle proprie risorse; è molto frequente, poi, accusare scarsa concentrazione nelle attività quotidiane. Negli ultimi anni lo stress dovuto alla crisi si è moltiplicato e come risultato ha portato 12 milioni di persone a vivere in deficit di sonno.Gli italiani con un “rapporto complicato con Morfeo”,sono in forte crescita: +118% negli ultimi 6 anni,e ad esserne colpite maggiormente sono le donne, con fascia di età tra i 35 e i 54 anni. Questi i numeri, presentati alla vigilia del World Sleep Day che si celebra domani.

L’insonnia uno dei disturbi più diffusi di medicina generale, è l’impossibilità di dormire il giusto numero di ore (quantità che varia da persona a persona). Ci sono tre tipi di insonnia, a seconda di quando si manifesta nel ciclo del sonno: iniziale, se si fa fatica ad addormentarsi; centrale, quando il sonno è intervallato da risvegli continui, anche piuttosto prolungati; tardiva, se ci si sveglia durante la notte e non si riesce più a riprendere sonno. Un’altra distinzione va fatta in base alla durata del disturbo, che può essere di tipo transitorio (non più di una settimana), a breve (fino a tre settimane) o a lungo termine (oltre le tre settimane). Sono soprattutto le donne a esserne colpite.

Ipersonnia è il cronico bisogno di dormire, una sonnolenza diurna eccessiva. Pur dormendo bene la notte, si fa fatica a svegliarsi e per tutto il giorno si è afflitti da una stanchezza che aumenta con il passare delle ore. Si accompagna in genere a inerzia e apatia e a un continuo fluttuare dell’umore. L’ipersonnia compare tra i 15 e i 30 anni e riguarda quasi il 7 per cento della popolazione italiana; molti casi non vengono diagnosticati perché spesso viene sottovalutata sia dai pazienti che dai medici.

Narcolessia è una malattia di origine neurologica che in Europa riguarda 47 persone ogni 100.000 abitanti (in Italia sono stati diagnosticati oltre tremila casi). Provoca attacchi di sonno improvvisi, che obbligano a frequenti pisolini ristoratori della durata media di 40 minuti l’uno. Chi è narcolettico può addormentarsi anche mentre sta parlando, mangiando o camminando. A differenza dell’ipersonne, il narcolettico dorme male; si sveglia spesso durante la notte, anche se si riaddormento con facilità.

Disturbo del sonno correlato alla respirazione ne esistono di diversi tipi, come per esempio le apnee notturne, caratterizzate dalle ripetute interruzioni della respirazione durante il sonno, con un russare rumoroso e attacchi di soffocamento. Le cause sono perlopiù fisiologiche e non psicologiche.

Disturbo del ritmo circadiano del sonno è uno sfasamento delle fasi del ciclo sonno-veglia. Ne esistono di diversi tipi, tra cui: tipo a fase del sonno ritardata (non si riesce ad addormentarsi e\o a svegliarsi nelle ore desiderate); tipo da salto di fusi orari (effetto jet lag, quando sonnolenza e risvegli avvengono in orari insoliti rispetto al fuso orario del paese in cui ci si trova); o tipo da turni lavorativi (che colpisce chi è costretto a lavorare di notte).

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie