abbronzarsi e “salvarsi la pelle” da scottature, nasce la prima app

Nasce la prima applicazione che permette di “salvarsi la pelle”da scottature e danni alla cute che,nel tempo,potrebbero anche portare a sviluppare un tumore.È realizzata dalla Fondazione Melanoma e rivela quanto tempo è consentito esporsi alle radiazioni UV senza danni, non solo nel corso della giornata ma per sette giorni consecutivi.

“L’esposizione eccessiva ai raggi UV”, spiega Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma, raddoppia il rischio di sviluppare il melanoma, che aumenta ulteriormente nelle persone con pelle chiara.

L’applicazione, grazie al dispositivo di localizzazione GPS presente nel cellulare o nel tablet, è in grado di individuare la posizione dell’utente e di confrontare queste coordinate con i dati provenienti dai satelliti dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea). In questo modo rileva l’intensità dei raggi UV nel luogo esatto in cui si trova l’utente e fornisce informazioni sullo spessore dello strato dell’ozono. Contiene inoltre schede di approfondimento sui diversi fototipi in base alla classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e sui possibili danni e benefici dei raggi UV. Un contagiri colorato mostra l’intensità dei raggi ultravioletti e il tempo di esposizione consentito, calcolato come dato medio in base ai diversi fototipi.

In futuro è prevista una versione ancora più personalizzata che renderà possibile conoscere il tempo di esposizione in base allo specifico fototipo della persona, determinato con una foto della pelle. Prevenzione e diagnosi precoce anti-melanoma «Il sole – sottolinea Nicola Mozzillo, direttore del Dipartimento Melanoma, Tessuti molli, Muscolo-Scheletrico e Testa-Collo dell’Istituto Tumori napoletano – può essere un grande amico della nostra pelle, ma possiede anche un lato “oscuro”, purtroppo sottovalutato, in grado di provocare danni molto gravi. Per questo la prevenzione è fondamentale». Bisogna poi ricordare che le creme solari non garantiscono una protezione totale, inoltre esiste un tempo di esposizione massimo oltre il quale bisogna stare all’ombra. «Le regole della prevenzione devono essere seguite da tutti, indipendentemente dall’età – aggiunge Gennaro Ciliberto, direttore scientifico del Pascale -.

Il costante incremento dei casi di neoplasie cutanee negli ultimi 40 anni è sicuramente causato dalla maggiore quantità di raggi UV che filtra attraverso l’atmosfera. Altro fattore di rischio è rappresentato dal numero di ustioni solari e dalla quantità totale di esposizione agli UV nel corso della vita. È essenziale scoprire le lesioni in fase iniziale ed eliminarle, perché quando la malattia (specie un tumore aggressivo come il melanoma) progredisce in stadio avanzato, diventa molto difficile da trattare». Se individuato in fase iniziale, invece, il melanoma è guaribile in più del 90 per cento dei casi con la semplice asportazione chirurgica della lesione.

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