Attenzione ai prodotti naturali alle erbe, possono causare problemi al fegato

I preparati naturali a base di erbe sono comunemente pubblicizzati come del tutto sicuri e privi di effetti nocivi; proprio questa errata convinzione può portare il consumatore a utilizzarli senza precauzioni,in realtà possono seriamente causare problemi al fegato .A lanciare l’allarme è l’International Liver Congress di Londra che ha dedicato una sessione proprio a questo tema.

La valutazione degli effetti indesiderati associati al consumo di questi prodotti è molto complessa, sia per l’estrema varietà delle formulazioni sia per la difficoltà di effettuare controlli adeguati sulle materie prime e sulle preparazioni finali. In alcuni casi si è rilevato il consumo di preparazioni artigianali o con ingredienti non ammessi in Italia, diffusi attraverso canali illegali e non facilmente controllabili dalle autorità sanitarie, come la vendita tramite internet o da parte di privati,guaritori e preparatori atletici.

“C’è una grande preoccupazione per medicinali e integratori a base di erbe – spiega l’italiano Mario Mondelli, infettivologo del policlinico San Matteo di Pavia – perché nei pazienti c’è la convinzione che siano prodotti naturali e quindi non possano far male, ma è sbagliato per vari motivi. Le erbe, infatti, possono essere direttamente tossiche o esserlo per i metodi di estrazione, per i principi attivi che non sono mai puri e per i dosaggi che non sono controllati”.

La stima considerata più attendibile afferma che il 9% delle segnalazioni di danni al fegato dipende da questi prodotti ma potrebbe essere più bassa della realtá, ha affermato Larrey, anche perchè è emerso che il 90% delle persone che li usa non lo dice al medico, una abitudine che può essere pericolosa ad esempio se si prendono contemporaneamente altri farmaci.

Le sostanze ‘naturalì epatotossiche censite finora sono più di 50. Ci sono stati casi segnalati di malattie del fegato provocate dal lievito di riso rosso, un prodotto molto usato contro il colesterolo che però può essere contaminato da un microfungo, mentre sono stati pubblicati dati su epatiti provocate dai ‘famosì prodotti Herbalife. Emblematico il caso del Fortodol, un antidolorifico teoricamente a base di curcuma ma che invece conteneva nimesulide, principio attivo noto proprio per il rischio di danni al fegato.

L’attenzione verso le medicine ‘naturalì, conclude Mondelli, non deve far dimenticare che anche i farmaci tradizionali, molto più controllati, possono nascondere rischi. “L’amoxicillina- clavulanico è il farmaco numero uno nel mondo occidentale per segnalazioni di epatotossicitá, e gli antibiotici sono tra i principali nemici del fegato – ricorda -. Le cifre sono basse ma è un motivo in più per usarli correttamente”.

 

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