Ebola: Medici Senza Frontiere, emergenza senza precedenti 80 le vittime accertate

Epidemia di Ebola, il numero delle vittime sale a 80.Medici Senza Frontiere sta rafforzando il suo personale in Guinea lancia l’allarme: “Stiamo Affrontando un’epidemia di un’entita’ mai vista prima in termini di distribuzione di casi nel Paese”, ha allertato il coordinatore di Msf a Conakry, Mariano Lugli, in un comunicato diffuso dalla capitale

Il numero dei casi di contagio conclamati resta infermo a 122 il che, ha precisato Keita, dimostrerebbe l’efficacia delle misure di prevenzione e controllo messe in atto. Il focolaio originario del virus, che provoca una forma gravissima di febbre emorragica, e’ stato localizzato in una sorta di ‘triangolo’ formato da tre villaggi, Guekedou, Macenta e Kissidougou, situati nella provincia sud-orientale di Nzerekore’, caratterizzata dalla vasta copertura forestale: la’ le vittime ammontano gia’ a settanta. Il ceppo virale responsabile della malattia e’ lo ‘Zaire’, classificato come il piu’ aggressivo della famiglia. L’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (Msf) lancia l’allarme: “Affrontiamo un’epidemia di un’entita’ mai vista prima in termini di distribuzione di casi nel Paese”, ha allertato il coordinatore di Msf a Conakry, Mariano Lugli, in un comunicato diffuso dalla capitale. Il virus ha gia’ colpito in quattro luoghi di questa Guinea: Gueckedou, Macenta Kissidougou, Nzerekore e Conakry.

L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ ha confermato che il contagio e’ passato anche alla Liberia, dove gli esami clinici hanno confermato due casi.

Il virus Ebola, insieme al virus Marburg – un altro virus per cui non esiste una cura – fa parte della famiglia dei filoviridae, virus dalla forma allungata che ricordano dei fili o degli spaghetti. Ebola e Marburg causano entrambi febbri emorragiche che sono molto spesso letali. I primi sintomi sono in genere un forte mal di testa, febbre e dolori al petto. Il virus colpisce anche il cervello, causando spesso agitazione, confusione depressione e in casi più gravi il coma.

L’Ebola venne scoperto per la prima volta nel 1976 quando scoppiarono quasi simultaneamente due epidemie, in Sudan e nello Zaire (l’attuale Repubblica Democratica del Congo). Quest’ultima scoppiò nell’ospedale di Yambuku e si diffuse in particolare a causa dell’utilizzo di aghi contaminati su diversi pazienti. Su 318 persone infettate, 280 morirono. Ebola-Zaire ha una percentuale di mortalità dell’88 per cento, che lo rende uno dei patogeni più pericolosi per l’uomo. Non si conosce ancora l’origine dell’Ebola, ma gli scienziati hanno scoperto che si trasmette dagli animali agli uomini. Secondo alcune ipotesi, l’Ebola potrebbe essere ospitato naturalmente in alcune specie di pipistrelli che vivono nelle aree intorno alle foreste pluviali dell’Africa centrale, dove tuttora la malattia è endemica.

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