Heartbleed: da Google a Facebook, un’alleanza per la sicurezza della rete

Google e Facebook si alleano contro il rischio di nuovi bug che possono mettere a repentaglio la sicurezza della rete. Si vuole evitare, insomma, un altro Heartbleed, la falla scoperta nel sistema di protezione dei dati più diffuso al mondo, OpenSSL, i cui sofisticati sistemi di criptaggio sono stati bypassati rendendo alla mercé di tutti username e password. E mettendo così a rischio e-mail, conti bancari e carte di credito di milioni di utenti in tutto il mondo.

Dodici aziende high-tech della Silicon Valley e non – da Google a Facebook, da Microsoft ad Amazon, da Cisco a Intel – si sono quindi messe intorno a un tavolo e hanno deciso di creare un fondo da 3,6 milioni di dollari, contribuendo ciascuna con 300 mila dollari l’anno. Si tratta di risorse che nei prossimi tre anni dovranno essere utilizzate per sviluppare i sistemi di sicurezza, rafforzando non solo il sistema OpenSSL, ma tutti gli altri sistemi di criptaggio più utilizzati nel mondo.

I grandi del web fanno rete e lanciano la sfida ai cracker per tutelare la sicurezza degli utenti. Perché del resto, è importante ricordarlo, OpenSSL è un sistema totalmente open source ed è gestito da 4 persone, di cui una soltanto a tempo pieno. Il motivo? Mancanza di danaro. Ora le big company hanno deciso di aprire il portafogli, di garantire una paga ai programmatori che dedicano il loro tempo alla crittografia. Ammesso che non sia ormai troppo tardi.

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