L’ austerità uccide la sanità, Amref lancia l’ allarme – Video

La carenza di personale sanitario è un problema globale,nel mondo mancano 7,2 milioni di operatori sanitari.La carenza di medici, infermieri, ostetriche affligge sia i paesi  come l’Italia, dove la popolazione invecchia e le condizioni di lavoro peggiorano, sia i paesi “poveri”, dove i centri sanitari sono pochi e lontani; dove il personale, formato in loco, tende poi a emigrare; dove le emergenze sanitarie sono gravissime, basti pensare che per malattie facilmente curabili muoiono ogni giorno in Africa 12mila bambini. La sfida è globale e i bisogni, a ogni latitudine, sono strettamente interconnessi. Ma come far fronte a questa sfida in un momento in cui la parola d’ordine è austerità? Nella seconda settimana mondiale dedicata al personale sanitario – dal 7 all’11 aprile – AMREF, impegnata nel progetto “Personale sanitario per tutti e tutti per il personale sanitario”  – sostenuto dal Ministero Affari Esteri, discute di questo tema in due appuntamenti che si terranno a Roma e Milano.

In Italia il fabbisogno annuale di nuovi  operatori sanitari è di oltre 30mila unità. Nell’ultimo decennio si è sopperito a questa carenza anche grazie al contributo degli operatori sanitari migranti, aumentati di 15 volte. La tendenza, in Italia, si è invertita negli ultimi due anni, con un dimezzamento degli aspiranti infermieri stranieri. Inutile sottolineare quanto un sistema sanitario risulti instabile se dipende dai flussi migratori, fortemente volatili, e che il nostro sistema sanitario non è più attrattivo anche a causa dei tagli alla spesa pubblica e del forte logoramento delle  professioni (una recente, autorevole ricerca mostra come il 20% degli infermieri italiani vorrebbe cambiare lavoro).

AMREF richiama l’impegno che anche il nostro Paese ha sottoscritto con il Codice di Condotta dell’Oms per il reclutamento internazionale del personale sanitario, che mette in relazione sanità, immigrazione e aiuto allo sviluppo: ogni Paese è chiamato a investire nella formazione interna di operatori sanitari piuttosto che drenare personale qualificato in altri Paesi – europei e non – dove i sistemi sanitari sono più deboli; a formare e tutelare gli operatori sanitari migranti; a sostenere lo sviluppo dei sistemi sanitari nei paesi più poveri. Gli appuntamenti di Roma e Milano saranno l’occasione per ribadire che c’è urgenza di rivedere le politiche di austerity e quelle di aiuto allo sviluppo; puntare su un  mercato unico europeo che tuteli la libertà di movimento, ma che incentivi anche un’equa distribuzione degli operatori sanitari; rilanciare le indicazioni del Codice OMS per rimettere una prospettiva di salute pubblica al centro del dibattito sullo sviluppo e la mobilità del personale sanitario.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie