Opere d’arte restaurate con l’utilizzo di batteri

Si sono aperti nuovi orizzonti per il restauro delle opere d’arte grazie all’utilizzo di batteri.Nuove ricerche sono state condotte presso il gruppo di Microbiologia Ambientale e Biotecnologie Microbiche dell’Unità tecnica Utpra dell’Enea, dove sono state sviluppate procedure per la biopulitura basate sull’uso di specifici batteri, appositamente selezionati per la pulitura di diversi materiali, quali carta, marmi, dipinti murali, e per la rimozione di diverse tipologie di depositi quali colle, caseina, cere e resine, gesso, carbonati, apatiti, inquinanti ambientali e depositi misti.

In linea con le strategie più innovative riguardanti la conservazione dei beni culturali, le ricerche realizzate dall’ENEA intendono esplorare il mondo microbico per selezionare microrganismi e relativi prodotti metabolici in grado di rispondere alla sfida di andare verso la sostituzione di prodotti tossici con prodotti con azione selettiva non aggressivi nei confronti delle opere d’arte, innocui per la salute degli operatori, compatibili con l’ambiente ed economici.

Tra le attività ENEA nell’ambito del biorestauro va segnalata la biopulitura di depositi da dipinti murali delle logge di Casina Farnese, nel sito archeologico del Colle Palatino a Roma che ha condotto allo sviluppo di un brevetto ENEA.

 

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