Pelle umana creata in laboratorio da cellule staminali, adesso stop ai test sugli animali

Grande passo in avanti sulla ricerca della pelle artificiale coltivata da cellule staminali, ottenuta in laboratorio per trovare nuove cure a malattie come l’eczemae per trapianti o test dei cosmetici e prodotti chimici.La pelle, creata dagli studiosi inglesi in collaborazione con il San Francisco Veteran Medical Center, è stata generata partendo dalle cellule staminali umane e ha evidenziato una capacità permeabile ancora maggiore a quella “originale”. Questa epidermide garantisce un’alta protezione verso la penetrazione di microbi e batteri. Le cellule epiteliali infatti sono state prelevate e poi riprogrammate, grazie a ricerche durate alcuni anni tra i due istituti.

Questa scoperta consentirà di portare a termine nuovi test cosmetici su larga scala, per la cura di malattie delle pelle come l’eczema. “Possiamo usare questo modello per studiare come si sviluppa normalmente la barriera cutanea e come sia poi compromessa in diverse malattie, stimolando la riparazione e il recupero”, dicono i ricercatori. Un altro aspetto fondamentale riguarda la possibile interruzione della sperimentazione sugli animali da laboratorio. Secondo gli studiosi “la pelle è superiore scientificamente a quella di conigli, maiali, ratti o altri animali. I risultati della ricerca saranno applicabili alle persone”. Le associazioni animaliste britanniche hanno quindi accolto favorevolmente la notizia, sperando che possa rappresentare una svolta nelle prove mediche e farmacologiche, riporta l’International Business Times.

studio effettuato presso il Kinderspital di Zurigo: i ricercatori sono in grado di produrre pelle umana in laboratorio. Le cellule sono prelevate dalla cute umana e vengono quindi isolate per fare scattare la loro moltiplicazione. Così si creano nuovi tessuti. La coltivazione durerà sei settimane. La pelle artificiale sarà impiegata in trapianti o test dei cosmetici e prodotti chimici e per grandi ferite, come ad esempio ustioni.

Lo ha reso noto ieri l’Università di Zurigo sul suo giornale online “UZH News”.In estate sarà impiegata per curare i primi bambini ustionati. Finora, per le bruciature i medici utilizzavano soprattutto pelle prelevata dalla testa dei pazienti. Questa presenta però uno strato sottocutaneo (ipoderma) molto sottile che rende difficile il trapianto. La pelle prodotta in laboratorio offre diversi vantaggi.

Sviluppata a partire da un frammento prelevato dal paziente, essa è composta di epidermide, derma e ipoderma e include pure cellule staminali, vasi sanguigni e cromatofori, ossia cellule contenenti pigmento. Quest’estate saranno trapiantati i primi campioni, di superficie massima di 20 centimetri per dieci, su 20 pazienti. In seguito saranno curati 40 giovani a Berlino e 40 ad Amsterdam. Presto anche altri tessuti come la cartilagine saranno prodotti artificialmente.

Tale novità, sottolinea Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, schiude una nuova era in cui la pelle umana può diventare un prodotto industriale.

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