sangue artificiale, presto prodotto con cellule staminali

Presto sarà possibile produrre il sangue umano in provetta a partire da cellule staminali e usarlo al bisogno sui pazienti, senza andare incontro a rischio infezioni e qualunque sia il gruppo sanguigno della persona che necessita una trasfusione: infatti partirà nel 2016 – o al più tardi a inizio 2017 – in Gran Bretagna un primo trial clinico per testare efficacia e sicurezza di sangue di gruppo zero universale creato in laboratorio.

Secondo quanto riferito al giornale britannico The Telegraph da Marc Turner del Centro di Medicina Rigenerativa del Medical Research Council e Università di Edimburgo, la sperimentazione riceverà un maxi-finanziamento di 5 milioni di sterline dal Welcome Trust e coinvolgerà almeno inizialmente tre pazienti talassemici (la talassemia è una malattia che richiede continue trasfusioni).

Si stima che nel mondo ogni anno manchi qualcosa come 4 milioni di unità di sangue. Il fabbisogno italiano annuo di questo prezioso “liquido” è stimato in 2,4 milioni di unità (pari a 450 ml l’una). Oggi un paziente che necessiti una trasfusione deve affidarsi alla generosità dei donatori, che però varia di paese in paese con fluttuazioni anche di anno in anno, e non in tutte le nazioni vi è una copertura adeguata del fabbisogno annuo. Avere a disposizione il sangue artificiale, producibile su vasta scala e a un costo sostenibile, è quindi il Santo Graal della medicina trasfusionale, anche perché azzererebbe i rischi legati alle trasfusioni.

È la prima volta che si riesce a creare sangue di qualità e standard di sicurezza appropriati per la trasfusione su pazienti, spiega Turner. Per di più questo processo di creazione del sangue artificiale si potrebbe adattare alla produzione su basta scala a costi compatibili con l’uso clinico.

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