Lo squalo della Groenlandia è una bomba tossica

Lo studio e’ frutto della collaborazione fra il Norwegian University of Science and Technology, il Norwegian Polar Institute e la canadese Windsor University. Gli squali della Groenlandia, una delle piu’ grandi specie del mondo, vivono in acque profonde, fra 200 e 600 metri sotto la superficie del mare, e piu’ a Nord di qualunque altra specie di squalo. Inoltre, possono arrivare fino a cento anni di vita e sono anche conosciuti come squali grigi.

Gli scienziati hanno esaminato campioni di fegato degli squali della Groenlandia intorno alle isole Svalbard e hanno scoperto una elevata contaminazione che portava a una riduzione dei livelli di vitamina A e a un aumento di quelli di vitamina E, un antiossidante che, quando elevato, indica il verificarsi di un meccanismo di difesa.Lo studio è stato condotto nelle acque delle isole Svalbard, arcipelago del Mar Glaciale Artico. Si è basato su 43 esemplari, dai quali sono stati prelevati campioni di tessuto epatico. L’analisi del fegato degli squali ha permesso di mettere in luce l’accumulo di sostanze inquinanti nei loro organismi.

Si tratta soprattutto di PCB (policlorobifenili), composti organici a lungo utilizzati come isolanti termici e come stabilizzanti in vernici, adesivi, sigillanti industriali. Molte di queste sostanze – solubili nei grassi – sono state negli ultimi tempi dichiarate pericolose e proibite, ma il loro impiego per i lunghi anni dello sviluppo industriale ne ha causato l’inevitabile accumulo nell’ambiente.

I ricercatori attribuiscono il ritrovamento di una così massiccia quantità di sostanze pericolose negli squali al loro posizionamento nella catena alimentare: poiché questa specie – intorno alle isole Svalbard – si nutre soprattutto di foche (ma nel loro stomaco sono stati ritrovati anche resti di renne e di orsi), l’accumulo di inquinanti nei loro tessuti è inevitabile. Le foche stesse, infatti, sono caratterizzate da un elevato contenuto di agenti inquinanti. La regola vale per tutti, uomini compresi: se mangi cibo inquinato, tu stesso “ti inquini”.

Un’osservazione che sembrerebbe confermata dalle differenze rilevate tra gli squali delle Svalbard e quelli che popolano le coste canadesi. Questi ultimi mangiano meno foche; per i primi invece queste costituiscono il 43% della dieta abituale.Un altro aspetto molto interessante della ricerca norvegese è la scoperta di un originale meccanismo di difesa messo in atto dagli squali delle Svalbard. Nel loro fegato, infatti, è stato rilevato un elevatissimo livello di Vitamina E e una diminuzione della Vitamina A. Questo potrebbe costituire, secondo i ricercatori, un originale strumento di difesa. Perché la Vitamina E è un potente antiossidante che gli animali estraggono dal proprio fegato per metterlo in circolazione nel sangue.

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