Sud Sudan, l’Onu: Centinaia di civili massacrati dai ribelli

Nel Sud Sudan continuano i massacri da parte dei ribelli. Centinaia di civili sono stati massacrati, su base etnica, nella città di Bentiu, un’importante località petrolifera nel Nord del Paese. Lo denuncia l’Onu. In particolare, oltre duecento persone sono state uccise in una moschea e decine in diverse chiese dalle truppe dell’ex vicepresidente Riek Mashar, uno dei leader dei ribelli.

I ribelli hanno preso d’assalto diversi luoghi dove avevano trovato rifugio centinaia di civili tra sud sudanesi e stranieri e hanno ucciso centinaia di civili dopo averne accertato l’etnia o la nazionalità”, si legge in un comunicato Onu. I ribelli inoltre hanno dichiarato alla radio locale che alcuni gruppi etnici non dovrebbero stare a Bentiu, e hanno chiesto agli uomini di violentare le donne di altre comunità, aggiunge la nota. Bentiu era stata conquistata due giorni prima di un attacco ad un compound dell’Onu e cui furono uccise 58 persone.

Oltre un milione di abitanti del Sud Sudan sono stati costretti a fuggire dalle proprie case a causa del conflitto in corso dallo scorso dicembre. Il WFP continua a fornire cibo a chi ne ha bisogno con ogni mezzo ha disposizione.

Fonte: WFP Emergency Food Security Assessment (Feb.2013), Central Intelligence Agency, UN News, Reliefweb.

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