Sviluppo Rurale della Toscana, tempi rapidi e procedure snelle con protocollo semplificazione

FIRENZE – Tempi più rapidi e procedure più snelle: questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato dall’assessore regionale all’agricoltura della Regione e dai rappresentanti di organizzazioni di categoria agricole ed enti locali (Anci, Upi, Uncem, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Fedagri-Confcooperative Toscana e Legacoop Agroalimentare Toscana).

Il protocollo, che è stato presentato stamani, riguarda il Programma di Sviluppo Rurale della Toscana per il periodo 2014-2020 e reca un allegato nel quale si condividono le azioni di “governance” per raggiungere l’obiettivo. Eloquente il titolo: “Semplificazione delle procedure amministrative in agricoltura”.

L’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, presente insieme a tutti i rappresentanti dei soggetti firmatari, ha sottolineato come, grazie all’accordo raggiunto si dia una riposta concreta ad una delle richieste più pressanti delle aziende: quella della riduzione degli oneri amministrativi e dei tempi e dei costi che ne conseguono.

L’accordo imposta un sistema di governance condivisa con tutti i protagonisti dell’attuazione del programma di sviluppo rurale: proprio questo  consentirà di rendere più snelle e flessibili le procedure e accorciare sensibilmente i tempi amministrativi con vantaggi per gli agricoltori ma anche per la stessa amministrazione.

Significativi i risultati che si punta ad ottenere e che l’assessore ha ribadito.  Si stima che rispetto al PSR (programma di sviluppo rurale) 2007-2013, in quello venturo si avrà una riduzione delle linee finanziarie da 71 a non più di 20-25, mentre il numero di bandi e di graduatorie si ridurrà da 1553 a 120.

I tempi di istruttoria di una pratica, dalla scadenza del bando all’assegnazione del finanziamento, passeranno dai 300 giorni medi attuali ai 90 giorni medi. Il numero medio di documenti da presentare, sempre secondo le stime, si ridurrà da 23 a 10. Contemporaneamente si attende una sensibile riduzione di documentazione cartacea (dal 65% al 10%) e un aumento di quella veicolata informaticamente (dal 35% al 90%).

Ci sarà anche una riduzione dei costi a carico delle imprese finanziate, che si stima del 32%.

Grazie a tutto questo si avrà anche una riduzione delle rinunce o delle revoche, sia perché la documentazione si presenterà con una sola domanda e non in due o più fasi come nel PSR attuale, sia perché si avrà una semplificazione del quadro regolamentare ed una riduzione della documentazione da produrre.

Fra i capisaldi del nuovo sistema di governance ci sarà infatti la gestione unitaria di tutti i procedimenti all’interno dell’anagrafe regionale delle aziende agricole e la piena applicazione del registro unico dei controlli.

I bandi saranno prevalentemente unici o multimisura (es. investimenti aziende agricole, servizi, premi/indennità agroambientali) o bandi per progetti integrati, e saranno evitati accavallamenti. Ci saranno infine criteri di selezione predefiniti con punteggi automatici in base alle zone, alle colture effettuate, alle certificazioni di qualità, all’età e al genere del richiedente (giovani, donne), alla tipologia di impresa e di investimento.

Nella nuova “governance” sarà fondamentale il sistema informativo di Artea (agenzia della Regione per le erogazioni in agricoltura), che già contiene la maggior parte delle informazioni relative alle aziende agricole e che potrà essere implementato con il collegamento alle banche dati di altri Enti. Sempre più incisivo sarà anche il ruolo dei Caa (centri di assistenza agricola) per la tenuta del fascicolo aziendale.

La condivisione del sistema di governance con tutti gli Enti locali interessati, oltre che con le organizzazioni di categoria, permetterà di raggiungere quel risultato di snellimento e di efficacia che le imprese si aspettano e che andrà a vantaggio di tutta l’agricoltura toscana.

Comunicato Stampa Regione Toscana

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