con AIB anti incendi boschivi, la Toscana difende dal fuoco 1 milione e 150 mila ettari di bosco

Si scrive AIB, si legge Anti Incendi Boschivi. E’ una macchina efficiente, rodata alla perfezione, fatta di tanti soggetti e coordinata dalla Regione Toscana, quella che vigila sul patrimonio forestale di una delle regioni più boscose d’Italia. Sono infatti ben 1 milione e 150 mila gli ettari di bosco da difendere da un nemico temibile come il fuoco, pericoloso per il patrimonio collettivo che è dato dal verde, ma anche temibile per le persone e agli animali, come la cronaca spesso ci rammenta.

E anche se il clima ci mette del suo e l’estate rappresenta, di solito, il periodo più pericoloso per gli incendi boschivi, la responsabilità del fuoco che distrugge ettari di bosco è quasi sempre dell’uomo, per dolo (circa il 60%) o per colpa (circa il 26%), spesso per imprudenza, per disattenzione, o per negligenza, perchè non si rispettano norme elementari scritte nell’interesse di tutti. Gli incendi innescati da cause naturali, come il fulmine, non raggiungono il 2% e anche le cause accidentali, come ad esempio le scintille prodotte da un treno, si aggirano sul 2%.

Ma l’attività di prevenzione e contrasto negli anni si è dimostrata sempre più efficiente e il vecchio adagio dell’unione che fa la forza è diventato un modello che integra risorse, competenze, peculiarità e capacità del pubblico e del privato, di enti locali (Comuni, Unioni dei Comuni, Province) e associazioni di volontariato, il Corpo Forestale dello Stato, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e gli Enti Parco regionali. In Toscana l’attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi si fonda sulla legge regionale n.39 del 2000, ossia la Legge Forestale della Toscana, il suo regolamento attuativo e il Piano Regionale Agricolo Forestale.

Il Piano pluriennale antincendi: tutto sulla prevenzione e la lotta attiva

Per programmare l’attività di antincendio boschivo la Regione Toscana approva il “Piano pluriennale regionale AIB” , ovvero il piano operativo. Quest’anno è stato approvato il Piano 2014-2016 e durante una riunione con i rappresentanti di tutti i soggetti che partecipano all’organizzazione AIB ne sono state illustrate le linee principali e le novità più rilevanti. In quell’occasione siamo andati a vedere di persona, per conoscere meglio i singoli partecipanti e la “macchina” che ha dimostrato tutta la sua capacità di intervento contro il fuoco e ha saputo far diminuire il numero e l’entità dei danni prodotti dagli incendi.

Negli ultimi 10 anni si sono registrati in Toscana 5 mila 486 incendi boschivi, con una media di 548 eventi all’anno, la superficie media percorsa dal fuoco ogni anno è di circa 1100 ettari con una superficie boscata media per evento di circa 2 ettari, che testimonia la tempestività degli interventi. Oggi il sistema si fonda, oltre che sulla efficace e tempestiva attività d’intervento, anche su un articolato modello di prevenzione, che da una parte punta sulla comunicazione e sulla sensibilizzazione, e dall’altra pone in essere una serie di opere fondamentali.

Fra queste rivestono particolare importanza gli interventi selvicolturali preventivi, la realizzazione e la cura della viabilità forestale, la creazione di fasce e viali parafuoco, la formazione all’uso della tecnica del fuoco prescritto, ovvero l’uso proprio del fuoco come arma contro l’incendio, la presenza di invasi e di punti di approvigionamento idrico e la presenza di torrette e punti di avvistamento, una rete efficiente di comunicazione radio.

La rete di invasi, le torrette di avvistamento, gli impianti radio e le elisuperfici

Oggi in Toscana ci sono 170 strade di servizio per le strutture antincendi boschivi, 435 viali parafuoco, 28 torrette e 19 punti di avvistamento, 36 impianti di rete radio, 19 elisuperfici e basi elicotteri, 310 punti d’acqua.

Il settore a cui afferisce tutta l’attività di prevenzione degli incendi boschivi è quello di Carlo Chiostri, e la squadra regionale dedicata è quella composta da Andrea Mecci, Irene Cacciatore, Gianluca Calvani, Giacomo Pacini e Paola Pasquinelli. L’assessorato al quale il settore si riferisce è quello all’agricoltura e foreste, guidato da Gianni Salvadori, che anche quest’anno ha riconfermato un impegno di oltre 11 milioni di euro per garantire le attività di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. Quando scatta l’operatività antincendio l’attività, a livello regionale, è gestita e coordinata dalla SOUP, la sala operativa unificata permanente della Regione, che si trova sotto la responsabilità di Antonino Melara.

Oltre al personale del Corpo Forestale dello Stato e quello del Corpo dei Vigili del Fuoco, l’operatività antincendio è garantita grazie agli operai che dipendono dai Comuni e dagli altri Enti, dagli Enti Parco e al volontariato. In Toscana le associazioni di volontariato hanno costituito, fin dal 2002, il Coordinamento del volontariato toscano (CVT) che, attraveso una convenzione regionale, mette a disposizione 147 sezioni operative e circa 4 mila soci.

La Soup coordina 500 operai forestali e 4 mila volontari oltre a Corpo Forestale e Vigili del Fuoco

L’esercito antincendio, coordinato a livello regionale dalla Soup (dove opera personale regionale, personale del Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco sulla base di specifici accordi che regolano le competenze e i ruoli di ciascuno, e anche personale del volontariato con il ruolo di addetto), si avvale di 10 centri operativi provinciali (Cop Aib) e impegna sul territorio circa 500 operai forestali e circa 4 mila volontari, dispone di 1130 mezzi antincendio dei quali 870 mezzi leggeri e 260 mezzi pesanti e può contare su 10 elicotteri regionali. A questi si possono aggiungere in caso di necessità i mezzi aerei nazionali, come i canadair, inviati dalla Protezione Civile.

Il piano operativo AIB 2014 – 2016 descrive e disciplina tutte le attività di questa complessa macchina. Le oltre 150 pagine della pubblicazione stampata, che è stata diffusa in tutta la regione, contengono tutto quanto è necessario per la prevenzione e per l’operatività antincendio, compresa la descrizione delle attrezzature e le procedure da adottare. C’è anche il logo dell’AIB, usato per le campagne di sensibilizzazione e il numero verde 800 425 425 da chiamare per le emergenze. Particolarmente interessante è anche la classificazione di tutto il territorio regionale, con la classe di rischio, comune per comune, per quanto riguarda gli incendi boschivi.

Comune per comune ecco la mappa del rischio incendio in tutta la Toscana

In provincia di Arezzo sono 20 i comuni classificati con il colore rosso, che indica l’alto rischio di incendio e 17 quelli indicati con il colore giallo, ossia rischio medio. In provincia di Firenze 25 comuni a “codice rosso”, 16 a rischio medio (giallo) e uno a rischio basso (verde). In provincia di Grosseto 21 comuni a “codice rosso”, e 7 a “codice giallo”. In provincia di Livorno 15 ad alto rischio (rosso) e 5 a medio (giallo), in provincia di Lucca 14 ad alto rischio (rosso) e 19 medio (giallo); uno a basso rischio, colore verde. In provincia di Massa Carrara prevalgono i “rossi” con 14 comuni, e 3 sono a rischio medio “giallo”. In provincia di Pisa sono 17 i comuni ad alto rischio (rosso) e 18 quelli a rischio medio (giallo), mentre 2 sono classificati in verde, ossia rischio basso. In provincia di Pistoia la mappa del rischio vede 12 comuni con il rosso, 7 comuni con il giallo e 3 comuni a basso rischio con il verde. Infine Prato con 5 comuni catalogati in rosso e 2 in giallo, e Siena con 14 comuni classificati in rosso e 22 in giallo.

Una mappa che dice in maniera eloquente anche al profano che la Toscana è una regione ad alto rischio di incendi boschivi. E anche se la macchina antincendio è imponente e collaudata, l’imperativo è quello di non abbassare la guardia.Così da quest’anno c’è una novità ulteriore: un “Bollettino rischio incendi boschivi“, ovvero un indice di rischio dinamico, che viene emesso giorno per giorno, in base alle condizioni meteo, grazie alla collaborazione con il LAMMA. Quando il rischio per una determinata zona è alto viene emesso lo “Stato di Allerta AIB”, che prevede il massimo spiegamento di forze antincendio su quel territorio. E per scoraggiare ulteriormente chi pensasse di lucrare dagli incendi la Regione ha creato una Banca Dati delle aree percorse dal fuoco, integrata con quella del Corpo Forestale dello Stato e con il sistema informativo della Montagna. E’ un vero e proprio “catasto” che rende più facile incrociare i dati e rendere effettiva la tutela del territorio dagli speculatori.

Comunicato Regione Toscana

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