Nuovi dispositivi tecnologici salveranno le specie animali a rischio estinzione

Banche dati on-line, applicazioni per smartphone, crowd -sourcing e nuovi dispositivi hardware per proteggere le numerose specie a rischio estinzione. Secondo uno studio condotto da Stuart L. Pimm e Doris Duke ricercatori dell’Università di Duke , pubblicato su Science, gli strumenti tecnologici si stanno rivelando preziosi alleati per riconoscere le specie a maggior rischio e aiutare a preservare i loro spazi.

Uno degli aspetti più importanti relativi a queste tecnologie riguarda la semplificazione che hanno apportato nel collezionare e analizzare i dati relativi alle singole specie. La maggior parte di queste rimangono sconosciute alla scienza, e in mancanza di un’azione urgente, i tassi di estinzione sono più probabili: si potrebbe verificare la più grande estinzione di massa nella storia della Terra.

Gli sforzi dei naturalisti uniti al contributo di milioni di semplici appassionati permettono infatti di creare enormi archivi sulla biodiversità. Grazie a queste informazioni è stato ad esempio possibile comprendere come gran parte delle specie animali vivono solamente entro confini geografici molto limitati, all’interno di una piccola superficie come quella dello stato americano del Delaware paragonabile al nostro Molise.

Un fenomeno per cui le specie uniche che vivono in regioni molto piccole tendono a estinguersi più rapidamente, a volte ancor prima di essere state scoperte. Secondo la ricerca, le nuove piattaforme di banche dati realizzate con il contributo di ricercatori e cittadini stanno quindi aiutando a riconoscere più rapidamente nuove specie e le dinamiche di estinzione.

Il divario tra ciò che sappiamo e non sappiamo sulla biodiversità della Terra è ancora enorme – ma la tecnologia sta giocando un ruolo fondamentale consegnando alla scienza strumenti importanti alla lotta per la conservazione della biodiversità in modo più intelligente ed efficiente.

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