Energia rinnovabile, burocrazia e fisco spingono le aziende a investire all’estero

Energia rinnovabile in difficoltà dentro i confini nazionali.L’energia rinnovabile dopo anni di crescita è in forte difficoltà in Italia anche per il freno di burocrazia e fisco e le aziende puntano così ad investire all’estero, esportando un know-how ormai collaudato e molto apprezzato. Lo conferma il rapporto 2014 dell’Irex, elaborato dalla società Althesis e presentato a Roma, spiegando che l’anno scorso gli investimenti sono stati di 7,8 miliardi di euro (2,3 in meno rispetto al 2012) di cui il 76% in nuovi impianti è andato all’estero.

Il censimento Irex dice che le rinnovabili rappresentano più di un terzo dell’energia italiana e che hanno ridotto i prezzi all’ingrosso (circa un miliardo la riduzione nel 2013). Dunque, si costruiscono meno centrali pulite nel Belpaese: il calo complessivo delle operazioni 2013, rispetto all’anno precedente, è stato del 25% in termini di potenza e del 23% per valore.

Nel suo ultimo intervento in un convegno sulle rinnovabili in qualità di amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Starace – designato ad di Enel – ha sottolineato che “lo sviluppo tecnologico è l’aspetto più importante da seguire” per le aziende del settore energetico e la stessa Enel nel futuro “sarà molto tecnologica”.

Per le rinnovabili “si sta delineando un nuovo modello di mercato – ha spiegato Alessandro Marangoni, ad di Althesys e direttore scientifico dell’Irex Annual Report, giunto alla VI edizione – e per reazione allo stallo italiano le aziende conquistano nuovi mercati. Dove nel 2013 la crescita ha raggiunto quasi la metà delle operazioni, sfiorando i 2,9 miliardi di euro, (+16% sul 2012). In pratica – ha aggiunto – mentre da noi nel 2013 rispetto all’anno precedente si investiva il 39% in meno nell’eolico e il 30% in meno nel fotovoltaico, le industrie italiane realizzavano oltre tre quarti dei nuovi impianti in altri Paesi, specie nei mercati emergenti e nelle Americhe: circa 1.900 megawatt su 2.400 totali. In testa alle destinazioni nord e centro-sud America (oltre un terzo delle operazioni), mentre si iniziano ad esplorare Asia ed Africa”.

Il ‘mondo nuovo’ delle rinnovabili – come lo definisce il rapporto – è costituito da Brasile e Cile, dove l’eolico costa meno delle fonti tradizionali mentre nel primo sta partendo la prima gara per il fotovoltaico; Cina dove nel 2013 sono stati installati 16.000 megawatt di eolico e 12.000 di fotovoltaico; India che ha norme difficoltose ma costi di costruzione molto bassi; Sudafrica dove sono presenti molte imprese italiane anche con alleanze tra big player e piccole-medie aziende rinnovabili. Lo studio riporta anche i casi del Marocco, Giappone, Messico, Arabia Saudita, Russia e Turchia che rappresentano mercati in crescita, obiettivo per le aziende italiane.

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