Gli effetti del fumo passivo nei bambini, 1 su 5 ha problemi respiratori

Gli effetti del fumo passivo sono causa di gravi problemi respiratori nei bambini. Si possono avere riduzione della crescita dei polmoni con problemi non indifferenti; aumenta il rischio di bronchite, tosse, catarro, asma, impatto sull’apprendimento dei bambini, cancro e leucemia, infezioni meningococciche, basso peso alla nascita. A renderlo noto è l’ospedale Bambino Gesù di Roma sulla base dei dati raccolti dal Reparto di Broncopneumologia: un bambino su 5, tra quanti accedono agli ambulatori per problemi respiratori tosse o broncospasmo presenta problemi legati al fumo di sigaretta passivo.

In italia è stimato che ogni anno muoiono circa 1000 persone a causa del fumo passivo.È stato dimostrato che i non fumatori che vivono con i fumatori aumentano la possinilità del 20% – 30% di avere tumore o cancro ai polmoni.

I dati sugli effetti nocivi del fumo passivo sono stati presentati proprio in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) a partire dal 1988, che si celebra domani con eventi e iniziative in tutto il pianeta.

Esiste quindi una forte associazione tra fumo passivo e rischio di cancro ai polmoni e rischi cardiovascolari o ictus cerebrale dei non fumatori a causa del fumo. Infatti sostanze cacerogene del tabacco vengono addirittura trovati nelle urine e nel sangue dei non fumatori che sono esposti a fumo passivo.

Secondo l’Oms, sono presenti circa 1,2 miliardi di fumatori adulti che producono fumo ambientale o di “seconda mano”, come viene anche definito in Inghilterra, al quale circa la metà dei bambini è esposta. Studi eseguiti in Italia, hanno dimostrato che il 52% dei bambini nel secondo anno di vita è abitualmente esposto al fumo passivo. Il 38% degli esposti ha almeno un genitore che fuma in casa. Riguardo l’esposizione al fumo nelle famiglie italiane, invece, gli ultimi dati Istat disponibili riportano che il 49% dei neonati e dei bambini fino a 5 anni è figlio di almeno un genitore fumatore e il 12% ha entrambi i genitori fumatori. Circa un neonato su 5 ha una madre fumatrice.

Tra i neonati, il fumo passivo si rivela anche un importante fattore di rischio della “SIDS” (Sudden Infant Death Syndrome) meglio conosciuta come la “morte in culla”, ovvero il decesso improvviso ed inaspettato di un lattante inferiore all’anno di vita senza cause accertate. La SIDS si presenta maggiormente nei mesi invernali, quando le malattie virali sono più diffuse. Se si riduce l’esposizione pre e post natale al fumo, a sua volta si abbassa in maniera sostanziale il rischio di SIDS. È stato calcolato che l’eliminazione completa del fumo passivo porterebbe ad una riduzione di circa un terzo delle morti in culla.

Presso le sedi dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il fumo di sigaretta è bandito già dal 2012 anche da tutte le aree all’aperto ed è stata avviata una campagna permanente di sensibilizzazione rivolta ai genitori. Cartelli come questo che vi mostriamo nella foto sottostante sono affissi dappertutto. Chi è esposto tutti i giorni al fumo passivo aumenta la possibilità di contrarre tumori al polmone ed altre malattie. Il fumo passivo aumenta i problemi ai polmoni, ai bronchi e crea crisi per chi soffre di asma nonché rinofaringiti, malattie coronariche e attacchi cardiaci a causa della nicotina e del monossido di carbonio, peggioramento di patologie già esistenti come angina pectoris, allergie, irritazione o lacrimazione degli occhi e irritazione al naso, starnuti, tosse, raucedine, nausea, mal di testa, problemi alla gola, riduzione delle funzioni respiratorie ed altri problemi.

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