Ilva, allarme diossina nel latte materno: rilevati superamenti dei valori fino +1500%

Analizzati campioni di latte di mamme di Taranto da centri accreditati: rilevati superamenti dei valori di diossine. A rivelarlo il presidente del Fondo Antidiossina, Fabio Matacchiera. “Nei campioni sono stati rilevati superamenti dei valori di azione di diossine, su materia grassa, a partire dal 700% fino al 1500% stabiliti per latte crudo e prodotti lattiero caseari”. Le sostanze trovate sono policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani e policlorobifenili.

Nei campioni di latte delle neomamme di Taranto, di età superiore a 33 anni, sono state riscontrate significative concentrazioni di diossine. Tutti con valori molto al di sopra dei 6 picogrammi/grammo (limite per il latte per adulti). «La media che riscontriamo, infatti, si attesta su valori superiori ai 20-22 picogrammi e fino a valori di 39,992 picogrammi». Matacchiera ha poi precisato che «la normativa prevede il divieto di commercializzazione e la distruzione di quell’alimento poiché considerato pericoloso per la salute».

«L’ allattamento al seno è sempre da preferire a qualsiasi altra alimentazione, qualunque sia il livello di contaminazione del latte materno», ha spiegato il presidente della Società italiana di igiene e medicina preventiva nonché direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, Michele Conversano. Fare un confronto tra latte materno, latte crudo e prodotti lattiero-caseari è sconvolgente perché il latte materno non è un alimento come il latte di capra o il formaggio.

Oronzo Forleo, responsabile della terapia intensiva neonatale e della neonatologia dell’ospedale ‘Santissima Annunziata’ di Taranto, ha preso le distanze dalla tesi degli ambientalisti: «.Questo genere di notizie è una forma di becero terrorismo psicologico: ora basta con questi dati, stiamo esagerando», ha detto. «Se facciamo passare l’idea che le donne, con il latte materno, passano diossina ai figli e li avvelenano, dovremmo dire anche che la placenta è la riserva più importante di diossina e Pcb: ma non per questo si può consigliare alle donne tarantine, e a coloro che vivono nelle grandi aree industriali del mondo, di non procreare più».

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