Latte artificiale, un business tutto italiano

Sull’impossibilità di allattamento di migliaia di neo mamme, in Italia lucrano con margini da capogiro le principali multinazionali produttrici di latte in polvere del mondo. Un business miliardario pesante per l’economia di molte famiglie con bambini piccoli.A dieci anni dallo scandalo sul latte in polvere per neonati , si riaccendono ancora una volta i riflettori sui listini di alcune marche che variano in modo troppo ampio.

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin, nei mesi scorsi aveva presentato una segnalazione al Garante per la concorrenza, ricevendo proprio in questi giorni una risposta: l’Autority ha segnalato l’utilita’, si e’ appreso, di rendere trasparenti i dati sui prezzi, raccogliendoli e diffondendoli, proprio per calmierarli. “Parliamo di una variazione di prezzi di 50, 60, 70 euro, è una situazione ingiustificabile, quindi una variazione grandissima. Non vorrei fare l’off-label del latte in polvere, mi piacerebbe – ha aggiunto – che questa cosa si risolvesse nel suo sito che è quello del controllo della garanzia della libera concorrenza del mercato e che non ci siano azioni di cartello su una delle tematiche che stanno più a cuore alle donne italiane”.

“Vorrei che l’Autorità garante si attivasse in modo rigoroso su questo tema, su un’azione di regolazione dei prezzi perché se i prezzi sono questi non vanno bene. Ci adopereremo in modo incisivo, nei confronti dell’Autorità, perché – ha aggiunto Lorenzin – facciano il loro mestiere e mantengano il loro ruolo”. Oltre ad alcune segnalazioni in questi mesi da parte di associazioni di consumatori come il Codici, propri alcuni giorni fa Striscia La Notizia aveva riferito del caso di un latte completamente mutuabile, l’Euparon Junior, utilizzato da bambini con problemi di fegato, che in Italia cosa 112 euro mentre in Germania 12 e in Inghilterra 17. In passato l’autorità Antitrust ha deciso anche sanzioni proprio nel settore del latte in polvere per neonati.

”Il nostro latte di importazione dalla Germania – voluto da Federfarma che circa 10 anni fa organizzo’ l’arrivo nelle farmacie di Neolatte per contrastare i prezzi troppo alti dei latti in polvere per l’infanzia – costa circa 9 euro per 800 grammi ed e’ il latte meno costoso”, ricorda la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, che mette a disposizione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin la banca dati dell’associazione che rappresenta le oltre 16 mila farmacie private per rendere trasparenti i dati sui prezzi di questo prodotto. ”Noi possiamo fornire i prezzi dei latti venduti in farmacia ma la parte del leone la fa la distribuzione nei supermercati” ha aggiunto Racca ricordando che si tratta di prezzi di libero mercato.

Già in passato, e in particolare nel 2005, l’Authority aveva sanzionato le principali aziende multinazionali che producono il latte artificiale per nutrire i neonati che non vengono allattati dalle mamme. Le aziende erano state ritenute colpevoli di aver realizzato “un’intesa che ha avuto ad oggetto ed effetto una significativa e consistente alterazione della concorrenza, consistente in un coordinamento delle loro politiche commerciali, e determinando il mantenimento di prezzi assai più elevati rispetto agli altri mercati europei, in violazione dell’articolo 81 del Trattato UE”. Il braccio di ferro fra governo e aziende 10 di anni fa sembra quindi destinato ad un nuovo capitolo.

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