L’insensata attività petrolifera in Italia, il Governo abbandoni questa politica nazionale miope

È ora di dire basta ad una inutile corsa al petrolio.Il Governo abbandoni questa politica nazionale miope orientata sulle fonti fossili e sposti l’attenzione e le risorse su rinnovabili, efficienza e risparmio: sono queste le chiavi più efficaci per garantire l’indipendenza energetica al nostro Paese”, così Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente commenta le dichiarazioni che il Ministro dello sviluppo Economico Federica Guidi ha rilasciato oggi al quotidiano Il Messaggero.

Già oggi le aree interessate dalle attività petrolifere occupano una superficie marina di circa 24mila kmq, un’area grande come la Sardegna. Le quantità stimate sotto il mare italiano sono di appena 10 milioni di tonnellate e stando ai consumi attuali, si esaurirebbero in soli due mesi. Considerando anche quelle presenti nel sottosuolo durerebbero invece poco più di un anno. Continuare a rilanciare l’estrazione di idrocarburi nel mare Adriatico e, più in generale nel Mediterraneo,  è solo il risultato di una strategia insensata che non garantisce nessun futuro energetico per il nostro Paese.

Grazie alla produzione da fonti rinnovabili – aggiunge Cogliati Dezza – in Italia, come è emerso dal nostro Rapporto Comuni rinnovabili, sono 2629 i municipi autonomi rispetto ai consumi elettrici e 79 rispetto a quelli termici delle famiglie. Gli oltre 700 mila impianti hanno garantito il 32,9 % dei consumi elettrici e il 15% di quelli complessivi. Non dimentichiamo, inoltre, che il nostro Paese è riuscito ad essere totalmente autonomo dalle fonti fossili per due ore lo scorso 16 giugno. Per questo è importante investire su una politica energetica basata su fonti pulite, facendo scelte lungimiranti, e farsi promotori di politiche internazionali di tutela di tutto il mar Mediterraneo e l’Adriatico, piuttosto che seguire le scelte petrolifere degli altri Paesi. Su questo l’Italia può giocare la sua capacità competitiva internazionale.

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