Poliomielite è allarme globale, in aumento i casi

In aumento i casi di poliomielite registrati in diversi paesi nel mondo. A lanciare l’allarme l’Organizzazione dopo aver constatato il moltiplicarsi dei casi negli ultimi quattro mesi in diversi paesi. La decisione di decretare lo stato di allerta è stata adottata all’unanimità: “se non verrà messa sotto controllo la situazione potrebbe mettere a rischio l’eliminazione di una delle malattie più gravi evitabili con  le vaccinazioni”, avverte l’organizzazione sottolineando che i rischi maggiori riguardano soprattutto Pakistan, Camerun e Siria.

“Le nostre raccomandazioni sono per evitare che la malattia lasci i paesi dove è presente, mentre per tutti gli altri valgono le indicazioni generali per chi viaggia in paesi dove è èresente il virus – ha spiegato Bruce Aylward, responsabile per la polio dell’Oms -. Il rischio è che la malattia ritorni ad essere endemica nei paesi che l’hanno eliminata, anche se al momento parliamo di numeri molto bassi”. L’ultima volta che l’agenzia ha dichiarato una malattia ‘emergenza di salute pubblica’, ha precisato l’esperto, è stato prima dell’epidemia di H1N1.

Lo spettro della poliomielite in Medio Oriente

La poliomielite è una grave malattia infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale, portando febbre, stanchezza, vomito, irrigidimento del collo e dolori agli arti. Solo una minima parte delle persone malate arrivano a una paralisi definitiva e irreversibile. La polio colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni di età. Anche i soggetti immunizzati possono venire infettati dal virus, senza svilupparne i sintomi, e trasmetterlo ad altri. Data la ridotta probabilità che un individuo infetto sviluppi sintomi chiari e visibili, come la paralisi, la catena di trasmissione può allargarsi rapidamente, soprattutto in assenza di misure igieniche adeguate.

Ed è qui che ritorniamo al problema dei campi profughi, perché il contagio da polio avviene per via oro-fecale. Cosa vuol dire? Significa che il virus si trasmette attraverso l’ingestione di acqua o di cibi contaminati o tramite la saliva o le goccioline emesse con i colpi di tosse e gli starnuti; anche i portatori sani possono trasmettere la malattia a propria insaputa.La polio si trasmette anche attraverso le feci, perché si sviluppa nell’intestino; sapendo che i campi profughi non godono di una efficiente rete fognaria, è facile che le acque nere finiscano nel terreno o nelle falde acquifere. Da lì alla contaminazione dell’acqua e del cibo, il passo è breve.

A partire dal 26 novembre scorso, in Siria 17 bambini sono rimasti paralizzati a causa della poliomielite: 15 di essi si trovavano a Deir Ez Zour, uno ad Aleppo e un altro a Douma, vicino a Damasco.Negli ultimi due anni, le vaccinazioni sono state notevolmente ridotte a causa del conflitto in corso (dal 91% del 2010 al 68% del 2012). Le attrezzature per assicurare la catena del freddo in molti distretti sono andate perdute e molte squadre sanitarie mobili non sono state in grado di eseguire visite regolari.

Il rischio di diffusione ai Paesi vicini è considerato elevato e le autorità sanitarie di 21 Stati hanno dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica. Alcuni virus della polio geneticamente affini, originari del Pakistan (uno dei 3 soli Paesi al mondo in cui il poliovirus è tuttora endemico), sono stati individuati anche in campioni di acque reflue in Egitto (dicembre 2012) nonché in Israele, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza agli inizi del 2013.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie