Realizzata pelle di squalo artificiale con stampate 3d, potrebbe rivoluzionare il mondo del nuoto

Realizzata pelle di squalo in laboratorio con stampante 3D,potrebbe rivoluzionare il mondo del nuoto.Il risultato, pubblicato sul Journal of Experimental Biology, conferma quello che si e’ creduto per decenni, ossia che la pelle di squalo ha una struttura tale da rendere piu’ veloci e scattanti in acqua. I primi dati confermano le attese e dimostrano che la pelle artificiale di squalo aumenta la velocita’ nel nuoto del 6,6%, riducendo del 5.9% l’energia necessaria.

Ciò nonstante i costumi da bagno in pelle di squalo sintetica sono ancora lontani: ”le sfide per l’industria manifatturiera sono davvero enormi”, ha detto il coordinatore del progetto, George Lauder, dell’universita’ americana di Harvard. Soltanto costruire il primo esemplare in laboratorio e’ stata infatti un’impresa.

Il punto di partenza e’ stato analizzare con il microscopio elettronico a scansione il frammento della pelle di un esemplare di squalo mako (Isurus oxyrinchus) trovato nel mercato del pesce locale. Coordinati da Lauder, gli ingegneri Li Wen e James Weaver hanno visto cosi’ una struttura fatta di ‘squame’ dalla forma bizzarra e appuntita che ricorda quella dei denti (e che sono chiamate appunto ‘denticoli’) leggermente sovrapposte fra loro. E’ una struttura fondamentale per l’efficienza perche’ i denticoli interrompono il flusso dell’acqua sulla superficie dell’animale, riducendo la resistenza che li rallenterebbe.

La sfida e’ stata riprodurre questa struttura complessa. Ci sono voluti migliaia di modelli creati al computer, dopodiche’ i ricercatori si sono accorti che ”l’unico modo per incastrare i denticoli in un substrato flessibile era una stampante in 3D’,il rusultato è stato eccezionale:ruvida e lucida come quella naturale.

La stampa e’ stata sperimentata su molti materiali e, dopo un anno di test, finalmente sono stati riprodotti i denticoli, fissati su un supporto flessibile. Il risultato e’ promettente, come hanno dimostrato anche le prove in acqua, nelle quali la pelle e’ stata fatta aderire alle due facce di un foglio, anch’esso flessibile. Tuttavia da qui a immaginare la produzione di pelle di squalo su larga scala il passo e’ lungo per la complessita’ del processo e per gli eventuali costi.

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