Il reinserimento sociale dei detenuti passa attraveso la cura e la tutela dell’ambiente

La scommessa sulla rieducazione e il reinserimento sociale dei detenuti passa attraveso la cura e la tutela dell’ambiente. Grazie a un protocollo d’intesa firmato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e da quello dell’Ambiente, Gian Luca Galletti,i detenuti potranno lavorare nei parchi nazionali.

Il lavoro carcerario, infatti, sottrae i detenuti all’ozio, favorisce la loro rieducazione, permettendo loro di imparare un mestiere e di costruirsi così un’alternativa concreta per quando usciranno.

E non è un caso che tra i  detenuti lavoranti solo un’esigua minoranza torni a delinquere una volta fuori: a fronte di un tasso di recidiva che sfiora il 90% , solamente il 5% in molti casi appena l’1% di chi in carcere ha lavorato torna a delinquere. Come a dire che se dietro le sbarre hai imparato un mestiere, una volta fuori scegli il lavoro piuttosto che il crimine.

Le finalità del progetto sono quelle di promuovere e agevolare l’attività lavorativa dei condannati nei parchi e nel contempo sviluppare e mantenere i gioielli verdi del Paese, favorendo il processo di inclusione. Il primo a partire dovrebbe essere quello delle Cinque Terre.

Con questo protocollo – osserva Orlando – affrontiamo il tema dei detenuti che potranno lavorare all’esterno e nei parchi potranno anche acquisire una specificità con i cosidetti green jobs. Si potrà anche in futuro fare un ragionamento per occupare i detenuti nella manutenzione del suolo. I lavori di pubblica utilità – asupica Orlando – vanno nella direzione che vorrei si prendesse non solo per le emergenze ma in chiave strutturale. Iniziative come queste possono essere un prototipo”.

“Ho una visione dell’ambiente non di tipo statico e fine a se stessa – rileva Galletti – Tra gli altri fini dell’inclusione sociale ci può essere anche la tutela della natura: e i parchi sono una leva straordinaria, perché quello dell’ambiente è un valore assoluto primario. Inoltre credo che si sia anche un’utilità vera per il mantenimento dell’ambiente e che questa ‘accoppiata’ anomala ma vincente possa essere l’inizio di un proficuo lavoro anche in altri settori. Abbiamo 24 parchi che mettiamo a disposizione”.

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