Tatuaggi: rimuoverli senza laser un pericolo per la salute

Pentirsi di aver fatto un tatuaggio è normale e tornare indietro è possibile, ma sui metodi utilizzati scatta l’indagine da parte del ministero della salute. Sotto accusa prodotti che promettono l’asportazione dei tatuaggi senza l’impiego di laser.Secondo una consulenza affidata dal pm Guariniello infatti, il liquido a base di acido lattico iniettato sottopelle per la rimozione dei tatuaggi, anche se è classificato come cosmetico può essere estremamente irritante per gli occhi e la cute con rischio di infezioni che possono degenerare in granulomi epidermici.

Il metodo utilizza un macchinario per la micro pigmentazione con il quale si effettuano delle microdermoabrasioni per rimuovere i tatuaggi. Secondo il parere del ministero della Salute l’indicazione di apparecchio cosmetico non è conforme alla normativa vigente e non rientra nella definizione di prodotto cosmetico, così come la soluzione iniettata.

Il prodotto non è etichettato in italiano e il liquido riporta la dicitura «corrosivo» e «causa irritazione per la pelle», risultando quindi incompatibile con l’uso prescritto che consiste nell’iniettare il prodotto nell’epidermide. In attesa di accertamenti il ministero ha quindi vietato all’azienda la commercializzazione del prodotto. L’indagine della procura è partita dopo una mail in cui un cittadino segnalava il metodo.

La procura di Torino ha aperto un fascicolo per violazione del codice del commercio nei confronti del medoto Skinial, nato in Germania e commercializzato in Italia da una ditta torinese, la Build Dream di via Montevecchio. Grazie alla segnalazione di un utente, i carabinieri dei Nas hanno avviato i primi accertamenti: l’indagine è coordinata dal pm Raffaele Guarinello, che del caso ha investito anche il Ministero della Salute che ha subito bloccato la commercializzazione e l’uso del metodo, in attesa di ulteriori accertamenti.

Stando agli esperti la crema, inoculata nella cute con il macchinario per tatuaggi, provocherebbe la necrotizzazione dei tessuti. Commercializzato come prodotto cosmetico, la sua applicazione invasiva sarebbe in netto contrasto con la normativa europea.

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