Autorità energia: con boom rinnovabili rischi sicurezza del sistema elettrico

La crescita ”disordinata” della rinnovabili in Italia, puo’ portare a rischi per la sicurezza stessa del sistema elettrico per le caratteristiche di non programmabilita’ e di dispersione sul territorio di queste fonti. Ad annuciarlo  il presidente dell’Autorita’ per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico, Guido Bortoni, nel corso della Relazione Annuale al Parlamento.

Nel 2013 la produzione elettrica da fonte rinnovabili è cresciuta del 17%. Ma i costi dell’incentivazione delle fonti rinnovabili sono stati di circa 10,7 miliardi di euro, di cui circa 10 coperti direttamente dalle famiglie italiane tramite la componente A3 della bolletta. Per il 2014, le stime sono di 12,5 miliardi di euro, di cui circa 12 coperti dall’A3.  

Gli impianti termoelettrici dei sei principali operatori hanno garantito una disponibilità di capacità di generazione per almeno il 50% delle ore, pari all’81% della relativa capacità installata contro il 91% del 2012. Tuttavia, anche dopo il 2010 è entrata in esercizio potenza termoelettrica per 3,2 GW.

Una quota di “circa il 30% della produzione nazionale” di energia viene dalle rinnovabili il cambiamento del mix produttivo “ha inciso sensibilmente” su dispacciamento, sviluppo e gestione delle reti, con rischi “di nuove inefficienze e di possibili criticità per la stessa sicurezza del sistema”. Bortoni sottolinea inoltre che “il nostro parco di generazione ha cambiato radicalmente struttura, con una quota di fonti rinnovabili che, in termini di potenza installata, al termine del 2013 ha superato il 37% del totale”.

Il presidente dell’Authority evidenzia che “la rivoluzione del mix produttivo è ora tale che una quota di circa il 30% della produzione nazionale (quella rinnovabile con costo variabile nullo) offre a zero la vendita della propria energia (incentivi in disparte), pareggiando di fatto la produzione nazionale a gas quanto a volumi prodotti”. “Il cambiamento del mix produttivo e della sua distribuzione territoriale – conclude Bortoni – ha inciso sensibilmente non soltanto sui mercati all’ingrosso, ma anche sul funzionamento del servizio di dispacciamento, nonché sullo sviluppo e sulla gestione delle reti. Tutto ciò a rischio di nuove inefficienze e di possibili criticità per la stessa sicurezza del sistema”.

Wwf, nessun rischio sicurezza dalle rinnovabili ”Le rinnovabili non mettono a rischio la sicurezza del sistema, a differenza di quel che dice Bortoni; è l’approvvigionamento estero che costituisce sempre un potenziale fattore di crisi, comunque arrivi. Le rinnovabili e l’efficienza energetica sono l’antidoto”. Lo afferma la responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia, Maria Grazia Midulla, commentando la relazione del presidente dell’Autorità per l’Energia Guido Bortoni. ”Dalla relazione scaturiscono più domande che risposte. Non è chiaro come la regolazione si sia adeguata al mutato contesto, la diminuzione della domanda, e in base a quali presupposti. Invece di avallare la propaganda sugli incentivi alle rinnovabili – dice Midulla – si sarebbe dovuto operare per garantire che i vantaggi del costo zero dell’energia prodotta con fonti rinnovabili e immessa in rete facesse scendere il prezzo totale dell’energia per i consumatori, ripagandoli degli oneri del conto energia in bolletta. Questo è mancato perché Ministero, Autorità e altri gestori si sono fatti maggiormente carico delle problematiche dei produttori e dei vantaggi dei distributori che degli interessi veri dei consumatori”. In sostanza, conclude la responsabile del Wwf, ”riteniamo che l’Autorità debba ritrovare il suo ruolo originario a tutela reale degli interessi dei consumatori e di quelli più generali, come il clima e l’ambiente”.

Assorinnovabili si appella al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché chieda all’Esecutivo un riesame del provvedimento ‘spalma incentivi’, contenuto nel decreto varato dal governo venerdì scorso e dedicato alla riduzione del prezzo delle bollette, su cui l’ex presidente della Consulta Valerio Onida ha espresso dubbi di costituzionalità. ”E’ con grande fiducia che ci rivolgiamo al Capo dello Stato – dice il presidente di assoRinnovabili, Agostino Re Rebaudengo – perché valuti la possibilità di chiedere al governo un riesame del provvedimento in oggetto, così da scongiurare la condanna di un settore che non solo sta producendo ricchezza in termini di Pil e occupazione, ma garantisce anche all’Italia un futuro più pulito, sostenibile e, non ultimo, energeticamente indipendente”. Nel trasmettere le proprie osservazioni, l’associazione ha infatti sottolineato come tali norme potrebbero portare al ”fallimento della maggior parte delle iniziative imprenditoriali avviate nel corso degli ultimi anni”, con un impatto in termini di minori entrate per l’erario quantificabile tra 500 e 700 milioni di euro e il rischio di perdere oltre 10.000 posti di lavoro.

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