Banane Ogm arricchite di vitamina A, salveranno l’Africa dalla malnutrizione?

Banane geneticamente modificate (OGM) potrebbero trovarsi nei mercati dell’Africa orientale a partire dal 2020. Lo ha annunciato il ricercatore James Dale, dell’università di Queensland (Australia).

Secondo Dale, la “East African Highland Banana“ sarà arricchita di vitamina A e servirà a colmare deficit nutrizionali nella regione. Alcuni test su questa banana OGM sono realizzati in Uganda dal 2010.

Il progetto è partito dalla QUT Queensland University of Technology, guidato  dal Professor James Dale e sostenuto con quasi 10 milioni dollari dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, è uno dei più importanti progetti legati alla malnutrizione che devono fronteggiare le nazioni dell’Africa orientale.

“Il test sull’uomo è la fase fondamentale di questo progetto avviato nel 2005 – ha dichiarato il Prof. Dale – e che, nel 2020 circa, potrebbe portare nuove varietà di banane arricchite di provitamina A (le sostanze che l’organismo trasforma in vitamina A, come i beta carotenoidi) ad essere coltivate in Uganda. In Africa orientale e negli altopiani – prosegue – la banana, da cuore al vapore una volta tagliata, è un alimento base per molte nazioni, ma presenta bassi livelli di micronutrienti, in particolare di provitamina A e ferro.

Le conseguenze della carenza di vitamina A sono terribili – sottolinea il Professore – con 650-700 mila bambini malnutriti che ogni anno muoiono e almeno altri 300 mila che perdono la vista“. Un progetto, dunque, molto simile a quello riguardante il riso ogm “Golden Rise” (o Riso Dorato), la cui coltivazione è stata introdotta nelle Filippine solo nel 2008, malgrado i dettagli scientifici siano stati pubblicati per la prima volta su Science nel 2000.

Il Parlamento dell’Uganda sta ora elaborando una legislazione per consentire la libera commercializzazione delle colture geneticamente modificate. Le nuove leggi dovrebbero entrare in vigore entro 2020; nel frattempo, spiega Dale, “nei prossimi tre anni selezioneremo e testeremo una linea di banane d’élite su diversi campi prova dislocati in Uganda. La stessa tecnologia potrebbe essere facilmente trasferita anche in altri Paesi dell’Africa orientale, come Ruanda, Kenya e Tanzania”.

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