Carne bovina infetta e piena di solfiti per farla restare rossa, sequestri dei Nas in tutta Italia

Smantellata un’organizzazionie criminale che spacciava la carne di bovini infetti con marchi contraffatti e certificati, falsi, di razza pregiata. Sequestri per oltre 4 milioni di euro, 65 indagati e sigilli a 4 aziende agricole.È il bilancio dell’operazione che vede impegnati oltre 300 carabinieri dei Nas e dell’Arma territoriale che hanno eseguito perquisizioni in tutta Italia, in 21 province e 12 regioni, Umbria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Lombardia, Abruzzo Marche Basilicata, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte nell’ ambito di un’indagine battezzata “Lio”. L’operazione è scattata al termine di una complessa indagine che dal 2011 ha impegnato il Nas di Perugia.

La prima fase dell’indagine ha portato alla scoperta di un traffico illecito di bovini colpiti da malattie infettive, alcune delle quali trasmissibili all’uomo. Gli animali, nati in aziende dell’Italia meridionale e insulare, venivano avviati alla macellazione grazie all’intermediazione di due aziende, di Purugia e Arezzo, nonché di allevatori e medici veterinari che riuscivano a fare eludere i controlli sanitari facendo apparire sani i bovini.

I carabinieri hanno ricostruito la vasta organizzazione criminale in cui erano a vario titolo coinvolti 56 allevatori, 3 autotrasportatori e 6 medici veterinari delle Asl del Centro-Sud (Perugia, Arezzo, L’Aquila, Foggia, Potenza e Matera), dediti alla falsificazione di passaporti e marchi auricolari che permettevano di introdurre sul mercato bovini di razza ed età diverse da quelle certificate dai documenti. Sono in corso sequestri di allevamenti di bovini vivi per un valore stimato di circa 2 milioni di euro.

La truffa della carne adulterata: piena di solfiti per farla restare rossa…

Un’altra notizia divulgata dallo “Sportello dei Diritti” in data 5 maggio, relativa alla sentenza della Cassazione penale che ha confermato la condanna di un macellaio siciliano, evidentemente senza scrupoli, che aveva causato uno shock anafilattico ad una giovane studentessa, per aver utilizzato solfiti nella carne venduta nel suo esercizio che era stata consumata dalla malcapitata.

Dopo la pubblicazione della sentenza in Sicilia, ben 50 macellai, di cui 23 solo di Palermo, sono stati denunciati nei giorni scorsi dai NAS a seguito di numerosi controlli che hanno rilevato che nel 98% della carne controllata erano presenti in grandi quantità solfiti di sodio. I test effettuati dai militari del NAS e dai veterinari dell’Istituto Zooprofilattico di Palermo sono risultati a dir poco sconcertanti per il massiccio utilizzo di queste sostanze chimiche il cui scopo è solo quello di rendere apparentemente più presentabile la carne, mantenendone a lungo l’originario colorito, senza bloccare il naturale processo di putrefazione. I solfiti sono, infatti, adoperati come conservanti in numerosi cibi e nelle bevande, fra tutte il vino. Ma, in quanto sostanze chimiche additive, la loro eccessiva concentrazione può provocare gravissime conseguenze per la salute.

Ciò che sta emergendo, rileva Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è una colossale frode a danno dei consumatori e della nostra salute, che sino ad oggi è rimasta troppo silente anche per la difficoltà a scoprire i colpevoli di queste truffe se non con analisi specifiche.

E’ evidente, quindi, che al di là della prudenza dei singoli cittadini nell’acquisto di carne di qualità, cosa che diventa assai difficile per noi consumatori “medi”, è necessario che s’intensifichino i controlli a livello dei dettaglianti sia della grande che della piccola distribuzione ed in caso di ulteriori spiacevoli “scoperte” come quella accaduta con l’indagine condotta dai NAS siciliani, bisogna punire i colpevoli con pene esemplari per evitare che si ripetano conseguenze come quella della ragazza siciliana che oggi paga un prezzo troppo alto per un comportamento altrui a dir poco sconsiderato.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie