Dieta senza glutine: meglio di no, se non sei allergico può danneggiare la salute

Da qualche anno il glutine fa molto parlare di sé e il mercato del senza glutine in Italia vale 237 milioni di euro all’anno. L’1% della popolazione italiana è affetta da celiachia, cioè da allergia al glutine, ma anche tra chi non soffre di questa patologia si stanno diffondendo sempre di più le diete prive di glutine.

Secondo una ricerca australiana, le diete senza glutine possono danneggiare la salute. Ad affermarlo all’Australian Institute Food Science e Technology Conference a Melbourne il professor Peter Gibson, direttore dell’istituto di gastroenterologia presso l’Alfred e Monash University.

Presentando la sua ricerca, il Prof. Gibson, ha spiegato come siano sempre più le persone che negli ultimi mesi abbiano deciso di seguire una dieta senza glutine anche se non soffrono di celiachia, spinti per lo più da alcune voci di corridoio che sostengono come questo regime alimentare sia utile per dimagrire. Ma questa decisione può rivelarsi controproducente in molti casi.

Il pericolo di chi segue questo regime alimentare è dettato dall’assunzione di zuccheri in quantità esagerate con un conseguente rischio di sviluppare problemi mentali:

Il glutine è stato accusato di molte cose e ci sono molte persone che vanno sostenendo che il glutine è la causa di molte malattie: dalla sindrome dell’intestino irritabile all’autismo, fino alla depressione. Tutto è iniziato quando le persone hanno evitato di assumere frumento perché si sentivano meglio senza di esso, poi hanno dedotto che era il glutine e così hanno iniziato a eliminare completamente il glutine. Poi altri hanno trovato su Internet e sui libri come il glutine sia causa di tutti questi problemi.

Per esempio, spiega il gastroenterologo, molte persone che erano convinte a torto di essere intolleranti al glutine, hanno risolto i loro problemi di gonfiore o intestinali semplicemente diminuendo l’assunzione di frumento nelle sue varie forme. E questo aveva poco a che vedere con una riduzione dell’apporto di glutine.

In un recente studio in doppio cieco, il prof. Gibson e la sua squadra non hanno trovato alcuna prova che il glutine causi sintomi nei pazienti che soffrono disturbi all’intestino. Inoltre, in uno studio preliminare su coloro che dichiaravano di soffrire di depressione a causa del glutine, si è scoperto che i partecipanti avevano invece sofferto di sintomi più intensi proprio quando seguivano una dieta priva di glutine. Questo ha spinto il prof. Gibson a intraprendere un processo di approfondimento.

Il fuoco della crociata antiglutine, secondo il prof. Gibson, è alimentato dalla disinformazione e dalle dichiarazioni pseudoscientifiche che si trovano in giro – anche a opera di celebrità – che vengono collegate alla ricerca scientifica fuori dal contesto. Tutte queste affermazioni attribuiscono scorrettamente al glutine la responsabilità di tutta una serie di condizioni e disturbi.Nonostante queste constatazioni, l’esperto sottolinea che nei supermercati si moltiplicano i prodotti e le sezioni dedicate agli alimenti privi di glutine, che per molti è divenuta fonte di gran business.

 

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