Ebola: l’epidemia è “totalmente fuori controllo”, sta devastando l’Africa occidentale

L’epidemia di Ebola sta devastando l’Africa occidentale è “totalmente fuori controllo”, secondo Bart Janssens, direttore delle operazioni di Medici senza frontiere a Bruxelles. Oltre 330 morti in Guinea, Sierra Leone e Liberia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Sono assolutamente convinto che questa epidemia sia lontana dall’essere terminata e che continuerà a uccidere un numero considerevole di persone, quindi questa sarà sicuramente la più grande epidemia di sempre”, ha detto ancora Janssens

“Il virus Ebola, che provoca emorragie interne, si diffonde attraverso il contatto diretto con persone infette. Non esiste una cura o vaccino, si tratta solo di limitare la diffusione del virus. “

Il virus ha iniziato a diffondersi in Guinea fra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2014 e nelle scorse settimane ha prima dato l’impressione di essere stato contenuto, per poi riprendere a uccidere raggiungendo anche Monrovia, la capitale della Liberia. “È necessario un vero impegno politico nel riconoscere che questa è un’emergenza molto grave”, ha proseguito Janssens. “Altrimenti, il virus continuerà a diffondersi e certamente raggiungerà nuovi Paesi”, ha concluso.

MSF lavora nella regione con circa 300 tra espatriati e staff nazionale. Sono state inviate più di 40 tonnellate di materiali e forniture per combattere l’epidemia.

L’epidemia si è diffusa anche a Boffa, sulla costa della Guinea, e a Telimele nella regione di Kindia. Nuovi pazienti sono stati inoltre registrati a Conakry, Gueckedou e Macenta.

L’aumento dei casi può essere dovuto alla riluttanza dei pazienti nell’andare in ospedale. Un altro problema è rappresentato dal trasporto dei pazienti infetti e dei cadaveri. Le famiglie spesso trasportano personalmente i corpi per organizzare i funerali in altre città. L’aumento delle aree infette rende difficile trattare i pazienti e controllare l’epidemia. “Le principali sfide che dobbiamo affrontare sono la resistenza all’interno della comunità e la difficoltà a tracciare i movimenti delle persone che potrebbero essere infette”.

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