I pesticidi killer delle api uccidono anche uccelli e pesci

I pesticidi, compromettono l’equilibrio del pianeta. Oltre ai noti effetti dannosi sulle api, sono nocivi anche per farfalle, uccelli, pesci e lombrichi, anche a concentrazioni più basse rispetto a quelle utilizzate.  E’ la conclusione di una ricerca, pubblicata su ‘Environmental Science and Pollution Research’, che ha valutato oltre 800 studi usciti negli ultimi 20 anni e nella quale si chiede una regolamentazione ancora più severa, in tutto il mondo, per i pesticidi neonicotinoidi e fipronil. Secondo gli autori bisogna “cominciare a pianificare la loro eliminazione su scala mondiale, o almeno formulare dei piani per ridurne fortemente l’uso”.

I dati della ricerca indicano che le sostanze sotto accusa mettono a rischio sia gli invertebrati terrestri che quelli acquatici. E moltissime specie: uccelli, pesci, insetti. Inoltre, alcuni studi ipotizzano un legame tra uso di pesticidi e sviluppo di autismo. Tra i prodotti sistemici più diffusi citiamo tutta la categoria dei neonicotinoidie il fipronil. Questi prodotti chimici hanno gran parte delle caratteristiche sopra descritte. Sono gli insetticidi più usati in tutto il mondo negli ultimi anni.

Nel 2013, grazie a nuove prove e dati scientifici, le autorità dell’Unione europea hanno ufficialmente riconosciuto che questi prodotti hanno effetti nocivi per le api: i prodotti sono stati banditi parzialmente dal mercato dell’Unione europea per un periodo di due anni, dal dicembre 2013 al dicembre 2015. Al termine di questo periodo, le autorità dell’Unione europea valuteranno la situazione e decideranno quali eventuali ulteriori misure adottare.

Perché dobbiamo preoccuparci dell’uso dei pesticidi?

I pesticidi (insetticidi, fungicidi, erbicidi, ecc.) vengono utilizzati per controllare le erbe infestanti in agricoltura, orticoltura, silvicoltura e giardinaggio. L’introduzione dei pesticidi, specialmente i pesticidi sistemici, ha messo in crisi la sinergia e l’equilibrio tra agricoltura e sopravvivenza delle api attraverso un sistema di azione molto diversificato che può così riassumersi:

Danni alle specie non target : il pesticida ad ampio spettro non agisce solo su parassiti o organismi dannosi per una determinata coltura, ma colpisce numerosi insetti utili e altre specie non-target, ovvero che pur non costituendo il bersaglio del pesticida vengono danneggiati dalla sua presenza (farfalle, uccelli, anfibi, api, ecc.).

Bioaccumulo negli ecosistemi: il pesticida può essere accumulato in acqua, aria, suolo o attraverso la catena alimentare.

Persistenza : i residui dei pesticidi si rilevano nell’ambiente e nella catena alimentare anche molti anni dopo essere stati utilizzati.

Tossicità elevata : dosi anche minime di pesticidi hanno effetti negativi sugli organismi e l‘esposizione a queste sostanze, anche quando non causa in modo diretto la morte delle api, può determinare effetti potenzialmente letali.

Gli individui possono mutare i propri comportamenti o la propria fisiologia, e questo può avere effetti letali non solo sulle singole api, ma sull’intera colonia. L’elevata tossicità delle sostanze può a volte rendere impossibile quantificare la soglia di efficacia e addirittura rilevare le tracce negli organismi, di conseguenza anche dosi infinitesimali possono essere dannose ma non possono essere rilevate con gli attuali strumenti.

Sistemicità : il pesticida è assorbito dalle foglie o dalle radici e si diffonde anche agli altri organi delle piante. In questo modo si trasferisce alle forme viventi che di quelle piante si nutrono. Residui di pesticidi possono essere rinvenuti nel polline, nel nettare, nella melata e nelle secrezioni vegetali, come l’acqua di guttazione, tutti elementi di cui le api si nutrono. Questo avviene anche nel caso della concia dei semi, un sistema per somministrare i pesticidi: i semi sono ricoperti su tutta la loro superficie di uno strato sottilissimo di pesticida; questo proteggerà i semi dagli attacchi di parassiti, ma si trasmetterà a tutta la struttura della pianta. Va anche considerato che la concia del seme è utilizzata, il più delle volte, a scopo preventivo, a prescindere dalle reali possibilità che si sviluppino determinati parassiti. L’impiego preventivo dei pesticidi è in netto contrasto con lo spirito e il dettato della Direttiva europea che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini di un utilizzo il più possibile sostenibile dei pesticidi.

Com’è regolato l’uso dei pesticidi nell’Unione europea?

I pesticidi sono prodotti chimici composti da uno o più principi attivi e altre sostanze. I principi attivi sono autorizzati dall’Unione europea di concerto con gli Stati membri. Di conseguenza, i preparati fitosanitari che contengono principi attivi e altre sostanze sono autorizzati dagli Stati membri. La legislazione dell’Unione europea garantisce “elevati livelli di protezione della salute umana, animale e dell’ambiente” e stabilisce che i pesticidi non debbano avere “nessun effetto nocivo per la salute animale”. Questo quadro legislativo regola la procedura di autorizzazione dei principi attivi, che richiede una valutazione preliminare di rischio dell’impatto che il pesticida può avere. Tale valutazione è svolta sulla base di diversi dati che il produttore deve obbligatoriamente fornire ed è eseguita con metodi di analisi specifici.

La European Food Safety Agency (EFSA), organismo scientifico consultivo della Commissione europea, predispone le linee guida della valutazione di rischio insieme alle agenzie degli Stati membri. Quindi la Commissione europea e gli Stati membri – sulla base dei risultati della valutazione del rischio – decidono il destino di una sostanza sul mercato.

Il quadro legale relativo all’uso dei pesticidi prevede inoltre la possibilità di revocare l’autorizzazione di un pesticida, nel caso in cui sia provato che esso non soddisfi più i criteri di autorizzazione. È questo il caso degli insetticidi neonicotinoidi e a base di fipronil, poiché i dati scientifici hanno dimostrato che queste sostanze possono avere effetti deleteri per la fauna e in particolare per le api.

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