Isola dei Conigli, la tartaruga marina Caretta Caretta è tornata a deporre le uova

Nella spiaggia dell’Isola dei Conigli, zona di ovodeposizione della tartaruga marina Caretta Caretta, specie particolarmente protetta perché seriamente minacciata d’estinzione dalla crescente antropizzazione delle coste, la tartaruga marina Caretta caretta è tornata a deporre.

Il nido, contenente 91 uova, è stato deposto questa mattina intorno alle 8.30, una cosa insolita per la tartaruga marina, che abitualmente predilige le ore notturne per deporre, ma che questa volta ha dato ai bagnanti presenti in spiaggia la possibilità di assistere ad un evento così straordinario. Gli operatori di Legambiente, ente gestore della riserva naturale, hanno provveduto a recintare e segnalare il nido per evitare ogni possibile danneggiamento. Il sito, inoltre, verrà costantemente sorvegliato per tutto il periodo di incubazione, circa 60 giorni, dal personale della riserva e da volontari di Legambiente provenienti da tutta Italia.

Sebbene siano diverse migliaia le femmine di tartaruga marina che annualmente depongono le uova nelle spiagge del Mediterraneo, in Italia la nidificazione è accertata solo in Sicilia e in alcune isole minori, in Sardegna e in Basilicata.

Oggi la spiaggia dei Conigli è l’unico sito italiano in cui le ovodeposizioni sono regolari, tanto che negli ultimi 25 anni il sito ha ospitato da 1 a 7 nidi l’anno. Nelle notti estive, tra maggio ed agosto, la tartaruga marina raggiunge la spiaggia dei Conigli e, dopo aver scavato una buca, vi depone circa 100 uova che ricopre con la sabbia. L’incubazione delle uova dura oltre sessanta giorni. Dopo la schiusa, che avviene generalmente di notte, i piccoli riemergono dalla sabbia e si dirigono subito verso il mare.

La nidificazione ed il successo riproduttivo della Caretta Caretta sono minacciati da numerosi fattori ambientali ed antropici: la predazione da parte dei ratti, dei gabbiani e dei cani randagi, l’affollamento della spiaggia e la balneazione, l’erosione costiera, le mareggiate. Anche il dissesto idrogeologico del versante sovrastante la spiaggia, innescato da errati interventi sulla viabilità eseguiti prima dell’istituzione della riserva, produce effetti negativi sui nidi poiché altera le caratteristiche granulometriche della sabbia.

Per garantire il mantenimento delle condizioni ambientali idonee alla riproduzione della tartaruga, l’ente gestore ha messo in atto alcune misure di tutela volte all’eliminazione dei fattori di minaccia, alla minimizzazione degli impatti ambientali, alla protezione dei nidi. Le abitudini della specie impongono il mantenimento delle massime condizioni di quiete durante le ore notturne: dal tramonto all’alba è stato quindi istituito un presidio di sorveglianza per restituire la spiaggia alla Caretta Caretta.

I nidi vengono inoltre recintati, utilizzando una griglia metallica infissa in profondità, segnalati con un cartello informativo e presidiati per tutta la durata dell’incubazione. Per la protezione dei nidi, la tutela e la pulizia quotidiana della spiaggia, numerosi volontari partecipano ai campi di lavoro organizzati da Legambiente.

In seguito all’istituzione della riserva naturale, grazie alle azioni di tutela messe in campo dall’ente gestore, sono cessati i più gravi fattori di degrado che per anni hanno costituito un’offesa all’enorme valore naturalistico e alla straordinaria bellezza dei luoghi. Il visibile miglioramento ambientale del sito ha, altresì, prodotto una lenta ma continua crescita del consenso sociale verso le azioni di conservazione.

Oltre Legambiente per la salvaguardia delle tartarughe a Lampedusa opera anche il WWF che, con il suo Centro di Recupero Tartarughe Marine in contrada Grecale, da più di 15 anni rimette in mare ogni anno diversi esemplari di Caretta Caretta dopo le dovute cure.

Questa spiaggia e la riserva naturale rappresentano oggi anche un modello gestionale: gli interventi di conservazione realizzati in questi anni da Legambiente e dalla Regione Siciliana anche con finanziamenti dell’Unione Europea, la regolamentazione della balneazione, la cura e la salvaguardia costante dei luoghi, hanno garantito il ripetersi di un evento così straordinario come la visita di una specie minacciata di estinzione, senza avere sottratto al turismo uno dei luoghi più incantevoli di Lampedusa.

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