Ricercatori italiani sviluppano sensore sottocutaneo che previene l’ictus

Sviluppato un sensore sottocutaneo che registra aritmie “invisibili” e aiuta a prevenire molti casi di Ictus. Il risultato arriva dal lavoro dei ricercatori dell’Università Cattolica Policlinico A. Gemelli di Roma insieme a colleghi del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma e a 55 centri in Europa, Canada e Usa che ne hanno dato notizia con un articolo pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine.

Il microdispositivo è più piccolo di una penna USB, che messo sotto la cute registra aritmie invisibili ai metodi diagnostici tradizionali e asintomatiche quindi più subdole perché non riconosciutr. Il minuscolo sistema di monitoraggio può essere interrogato direttamente dal paziente, attraverso un telecomando dotato di una spia rossa, l’accensione della spia segnala che è in corso un’aritmia cardiaca. Il soggetto può così recarsi tempestivamente presso un centro ospedaliero per ulteriori accertamenti. L’apparecchio è in grado anche di trasmettere l’elettrocardiogramma del paziente per via telefonica allo specialista. Quest’ultimo, se confermata la diagnosi di aritmia, ha in mano gli elementi per intervenire con una terapia preventiva adeguata.

«Con il nostro studio – spiega Sanna, Cardiologo presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico A. Gemelli – abbiamo osservato che nell’arco di 3 anni da un ictus ischemico senza causa nota, il 30% dei pazienti presenta almeno un episodio di fibrillazione atriale, che in quasi l’80 per cento dei casi è asintomatica. Questo significa che proprio quel tipo di fibrillazione atriale potrebbe essere alla base del primo ictus, ma anche che il paziente rischia di averne un secondo».

«Nei tre anni di osservazione dei circa 500 pazienti con ictus senza causa definita arruolati per lo studio precisa il Prof. Sanna è stata riscontrata fibrillazione atriale al 30 per cento dei pazienti cui era stato impiantato il dispositivo, contro il 3 per cento dei soggetti che non avevano ricevuto l’impianto. Un dato che dimostra la netta superiorità di questa strategia diagnostica rispetto all approccio tradizionale . Infatti il dispositivo registra la fibrillazione atriale in un numero di pazienti 7,3 volte maggiore rispetto alle metodiche tradizionali a 12 mesi di osservazione e 8,8 volte maggiore a 36 mesi».

In Italia si verifica un ictus ogni tre minuti. Questa patologia rappresenta la terza causa di morte e la più frequente causa di disabilità permanente negli adulti, perché solo il 25% dei pazienti sopravvissuti guarisce completamente e oltre il 50% resta colpito da un deficit che lo rende non più autosufficiente. Le principali cause d insorgenza dell’ictus sono l’ipertensione arteriosa, le cardiopatie, il diabete mellito, l’ipercolesterolemia, il fumo di sigaretta e la stenosi delle carotidi, cioè delle arterie più importanti che portano il sangue al cervello.

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