Sicurezza energetica, una nuova strategia europea

In risposta alla crisi politica in Ucraina e all’importanza globale di una fornitura stabile e abbondante di energia per i cittadini e l’economia dell’UE, la Commissione Europea ha appena pubblicato una strategia europea sulla sicurezza energetica. Questa strategia si basa su uno studio approfondito della dipendenza energetica degli Stati membri e si rivolge alle sfide di medio e lungo periodo sulla sicurezza degli approvvigionamenti.

La Strategia propone azioni in cinque settori chiave:

Aumentare l’efficienza energetica e raggiungere gli obiettivi energetici e climatici 2030. Le priorità in questo settore dovrebbero concentrarsi sugli edifici e sull’industria, i quali consumano rispettivamente il 40% e il 25% dell’energia totale dell’Unione Europea. E’ importante, inoltre, aiutare i consumatori a ridurre il loro consumo energetico, per esempio con dati di fatturazione chiari e contatori di energia intelligenti;

Aumentare la produzione di energia nell’UE e diversificare i paesi fornitori e le rotte di approvvigionamento. Questo include l’ulteriore sfruttamento di energie rinnovabili, la produzione sostenibile di combustibili fossili e lo sviluppo del nucleare sicuro nei paesi dove tale fonte energetica è utilizzata. Ciò comporta anche negoziare in modo efficace con gli attuali principali partner energetici come la Russia, la Norvegia o l’Arabia Saudita, così come approfondire i legami con i nuovi partner come i paesi della regione del bacino del Caspio;

Sostenere il completamento del mercato interno dell’energia e la costruzione dei collegamenti infrastrutturali mancanti; rispondere rapidamente alle interruzioni dell’approvvigionamento energetico in tutta l’UE;

Parlare con una sola voce in materia di politica estera energetica, compreso far sì che gli Stati membri informino la Commissione sin dall’inizio per quanto riguarda la negoziazione di accordi con i paesi terzi che possano pregiudicare la sicurezza dell’approvvigionamento dell’UE;

Rafforzare i meccanismi di emergenza, di solidarietà e di protezione delle infrastrutture critiche. Questo include un maggiore coordinamento tra gli Stati membri nell’utilizzo degli impianti di stoccaggio esistenti, nella valutazioni dei rischi e la messa in atto dei piani di sicurezza sull’approvvigionamento energetico a livello regionale e comunitario.

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