Tecnologia a impatto zero, AirCarbon trasforma i gas serra in ecoplastica

Un’azienda californiana la Newlight Technologies ha inventato e brevettato una tecnologia denominata AirCarbon che permette di catturare il carbonio dalla CO2 per poi trasformarlo in un materiale molto simile alla plastica.

Una tecnologia non solo a impatto zero, ma addirittura carbon negative. L’anidride carbonica viene estratta dall’aria e fatta passare attraverso un biocatalizzatore che isola il carbonio, per poi riassemblarne le molecole in un polimero di materiale termoplastico.

Secondo, i produttori, la nuova alternativa ha il potenziale per rivoluzionare l’industria per la produzione della plastica, soprattutto grazie a costi più competitivi, ed affrancarci dalla dipendenza del petrolio.

La tecnologia è sul mercato dall’agosto 2013, mese in cui è stato inaugurato ufficialmente il primo centro di produzione AirCarbon in California: un impianto di quattro piani, che utilizza i gas prodotti da un digestore per produrre plastica.

Nel novembre 2013 è stato presentato il primo oggetto prodotto con questo sistema: la sedia marchio KI lanciata nel corso della conferenza di settore Greenbuild.

Per quanto riguarda il settore tecnologico, la casa produtttice di computer Dell ha annunciato di recente l’introduzione dell’ecoplastica AirCarbon quale elemento costituente della scocca dei portatili della linea Latitude.

Nell’aprile 2014, l’amministratore delegato di Newlight, Mark Herrema, ha annunciato di aver raccolto finanziamenti per 9.2 milioni di dollari da un gruppo di investitori, una somma che porta a 18,8 milioni il capitale totale dell’azienda, fondata nel 2003 e a cui sono occorsi dieci anni per sviluppare e brevettare il procedimento di biocatalizzatore alla base di AirCarbon.

“Questi fondi – affermò Herrema nell’occasione – ci consentiranno di passare alla seconda fase dalla nostra strategia di espansione: l’aumento della nostra capacità di produzione”. Il prossimo traguardo più prossimo è quello di raggiungere una capacità di 50 milioni di libbre (circa 22600 tonnellate) l’anno.

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