Vegetariani e vegani riducono l’impatto ambientale, -50% di anidride carbonica

Preparare menù per individui che seguono dettami alimentari vegani o vegetariani, fa bene anche all’ambiente: ad affermarlo è un recente studio britannico, dopo aver preso calcolato la quantità di anidride carbonica prodotta dalla lavorazione di 94 tipi di alimenti, mettendo a confronto le differenti tipologie di dieta.

Ebbene, pare che per soddisfare la richiesta quotidiana di chi consuma carne in grandi quantità, verrebbero prodotti ben 7,2 chilogrammi di anidride carbonica per ogni individuo, ovvero il doppio di quanto avviene nel caso del confezionamento di un menù vegano (soltanto 2,9 chilogrammi) o vegetariano (3,8 chilogrammi). Infatti, la responsabilità principale della maggior quantità di emissioni nocive va imputata alla produzione e lavorazione della carne bovina (un chilogrammo di carne corrisponde a 68,8 Kg di Co2): a seguire la carne ovina (64,2 Kg di Co2 per ogni chilogrammo prodotto) e la lavorazione di interiora (35,9 Kg di Co2 ogni Kg di carne).

D’altra parte, come spiega lo studio, vegetariani e vegani consumano esattamente la metà di anidride carbonica, visto che per produrre un chilo di mais vengono emessi soltanto 0,7 Kg di anidride carbonica, 0,8 per un chilo di fagioli e, addirittura, 0,4 Kg per la produzione di un chilogrammo di patate.

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