Elio Fiorucci, ovvero quando gli animali amano la moda

Di certo non è molto usuale il fatto che un’associazione come l’Enpa rivolga sinceri auguri di buon compleanno ad un esponente del mondo della moda, ovvero di un settore finito spesso sotto accusa per l’uso disinvolto di pelli e pellicce per confezionare accessori e capi d’abbigliamento: in occasione dei settantanove anni portati benissimo da Elio Fiorucci, però, gli auguri di lunga vita serena e piena di successi, formulati dall’ente nazionale per la protezione degli animali, sono da considerarsi più che giustificati.

Una vita, quella del noto creativo milanese, trascorsa nel segno dell’alimentazione vegetariana, oltre che nel profondo rispetto degli animali, tanto d’aver pubblicamente auspicato l’introduzione nella nostra carta costituzionale del principio del rispetto per gli animali: lodevoli esempi come quello di Fiorucci, contrariamente a quanto si sarebbe portati a credere, non sono poi così rari tra gli stilisti, come stanno a dimostrare, ad esempio, le battaglie del collega e quasi coetaneo Giorgio Armani contro la piaga degli abbandoni di cani e gatti.

E’ proprio da questi sentimenti, peraltro pienamente condivisi anche all’estero da illustri nomi della moda come Vivienne Westwood e Stella Mc Cartney, che -ribadiscono i vertici di Enpa– si dovrebbe ripartire per abbattere gli steccati ideologici che “inquinano” il mondo della moda, cercando di capire una volta per tutte che non esistono differenze tra animali d’affezione, animali selvatici o quelli d’allevamento: tra esseri viventi non esiste alcun tipo di gerarchia, soprattutto perché cani, gatti, vitelli, coccodrilli, serpenti, leopardi, visoni ed esseri umani soffrono tutti alla stessa maniera, e tutti perciò meritano d’essere sempre rispettati.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie