Epatite, il killer silenzioso: ogni anno 1,4 milioni di morti

Domani il 28 Luglio ricorre la giornata mondiale contro l’epatite. L’OMS per l’occasione invita le organizzazioni politiche degli stati aderenti a “ripensare” all’epatite ed a riflettere nuovamente sui percorsi di prevenzione e cura necessari alla sua progressiva eradicazione. Come è noto, l’epatite è una infiammazione del fegato legata ad una infezione virale di tipo acuto o cronico e per la quale sono riconosciute cinque diverse tipologie virali: A, B, C, D ed E.

L’infezione colpisce milioni di persone in tutto il mondo ed attualmente causa 1.400.000 morti ogni anno.
Nello scorso maggio i delegati dei 194 paesi aderenti all’OMS hanno elaborato progetti di prevenzione e terapia ed in occasione della giornata mondiale di domani invitano le organizzazioni politiche e sanitarie delle nazioni a non perdere di vista, ma piuttosto a ricordarsi e ripensare su questa malattia, che in molti casi rimane misconosciuta troppo a lungo.
La maggioranza delle persone affette da epatite, infatti, ignora di essere ammalata, in quanto il decorso delle forme croniche può rimanere silente per un decennio. I programmi di prevenzione riguardano soprattutto chi abusa di stupefacenti per via iniettiva e chi ha necessità di frequenti emotrasfusioni, nonché l’estensione della prevenzione vaccinale per le forme di epatite A e B.

L’OMS inoltre riconosce la considerevole  efficacia dei nuovi farmaci contro le forme di epatite B e C, farmaci per i quali tuttavia bisogna garantire la possibilità di accesso, essendo al momento i costi del trattamento sicuramente non abbordabili per la maggior parte dei pazienti.
Si prende in esame la concreta possibilità di giungere ad una eradicazione completa di queste patologie endemiche, fino alla loro scomparsa.
In effetti la ricorrenza della giornata contro l’epatite si trova a coincidere con la conferenza contro l’Aids di Melbourne, ma queste due infezioni colpiscono spesso le stesse persone a causa anche dell’accresciuta vulnerabilità presente nei pazienti affetti da AIDS, inoltre parte della prevenzione, specie per i tossicodipendenti consiste nella fornitura di siringhe sterili in modo da garantire iniezioni sicure che non siano vettori di infezione. Ancora: grazie alla efficacia dei trattamenti anti HIV molte persone affette sia da virus di epatite C che Hiv sopravvivono abbastanza a lungo per sviluppare le complicanze dell’epatite C quali cirrosi e cancro del fegato.
Attualmente i progressi della ricerca farmacologica contro l’epatite C riescono a conseguire il successo della terapia in oltre il 90% dei casi, ma resta il problema dei costi e della accessibilità al trattamento.
In occasione della giornata mondiale Gottfried Hirnschall che dirige il dipartimento HIV dell’OMS afferma: ” Stiamo sollecitando i Ministeri della Salute a ripensare all’epatite ed a sviluppare politiche capaci di tradursi in programmi di prevenzione e trattamenti salvavita”.

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