La farina di semi d’uva, uno straordinario complemento alimentare

Qualche giorno fa avevo parlato dell’ olio di vinaccioli, estratto appunto dai “semi d’uva” e delle sue qualità. Ma non è il solo prodotto che si ottiene da questi ricchi semi. Da essi infatti si ricava anche la farina, quella di semi d’uva appunto. E’ un prodotto questo, i cui effetti benefici sono provocati dalle potenti molecole antiossidanti che contengono proantocianine (PCO) e dal resveratolo presente anche nel vino rosso e nelle noci, e già famoso per le sue proprietà antitumorali e cardioprotettive.

Gli estratti di PCO (proantocianidine) dei semi dell’uva hanno svariate proprietà farmacologiche:

-aumentano il livello di Vitamina C intracellulare
-riducono permeabilità e fragilità capillare
-purificano da ossidanti e radicali liberi
-inibiscono la distruzione del collagene
-ostacolano la produzione di radicali
-inibiscono gli effetti dannosi degli enzimi che possono degradare le strutture dei tessuti connettivi

Il “collagene” è la proteina più abbondante dell’organismo, e la sua funzione è quella di mantenere l’integrità della sostanza fondamentale, dei tendini, dei legamenti e delle cartilagini. Costituisce inoltre la struttura di sostegno della cute e dei vasi sanguigni. Le PCO dei semi d’uva hanno la capacità unica di effettuare legami crociati tra le fibre di collagene, inducendo così il rafforzamento del legame del tessuto connettivo. L’attività antiossidante delle PCO dei semi d’uva è assai maggiore di circa 50 volte rispetto a quella della vitamina C e della vitamina E e fornisce una forte protezione alle cellule contro il danno infiammatorio da radicali liberi inclusi cardiopatie, artriti e cancro.

Oggi le PCO estratte dai semi dell’uva trovano principale applicazione clinica nella cura dei disturbi di vene e capillari, compresa l’insufficienza venosa, nelle vene varicose, nella fragilità capillare, ma anche nei disturbi della retina incluse la retinopatia diabetica e la degenerazione maculare, nella funzione visiva, nell’aterosclerosi, nonché per problemi cardiovascolari.

Le PCO estratte dai semi d’uva sono prive di effetti collaterali noti, ma se state facendo terapie anticoagulanti, se avete un disturbo emorragico o se siete in stato di gravidanza assicuratevi di parlare con un medico prima di assumere estratti di semi d’uva.

In sintesi ecco i cinque principali benefici che si traggono dall’uso della farina di semi d’uva

1) Azione antinvecchiamento
Grazie alle potenti molecole in essa contenute, questa farina è quanto c’è di meglio per contrastare l’incedere del tempo. La farina di semi di uva è dunque da intendersi come una sorta di elisir di lunga vita.

2) Azione anti tumorale e cardioprotettiva
E’ un ottimo coadiuvante per proteggersi da tumori e malattie cardiovascolari, infatti secondo uno studio condotto dall’Università di Oslo, il merito è del resveratolo, sostanza presente anche nel vino.

3) Una pelle più bella e più sana
In base ai dati di unaricerca svolta dall’Università di Boston la farina di semi di uva sarebbe quanto c’è di meglio per detergere e purificare la pelle. Tutto merito delle preziose proprietà contenute in essa, in grado di prevenire la distruzione delle strutture di collagene e persino rinforzarle.

4) Addio reumatismi
Anche le ossa beneficeranno dei preziosi contenuti di questa farina, sempre sulla base di uno studio condotto dall’Università di Malmo (Svezia) secondo cui gli ingenti quantitativi di vitamina E e vitamina C contenuti nella farina di semi di uva, fanno sì che quest’ultima sia particolarmente indicata per contrastare artriti e reumatismi.

5) Una vista da “falco”
Ebbene sì, oltre alle applicazioni relative alle problematiche che riguardano vene varicose e fragilità capillare, ci sono anche quelle dei disturbi della vista, come la degenerazione maculare e la retinopatia diabetica.

Ma come usare questa preziosa farina?

Questa farina può essere integrata in qualsiasi succo di frutta (1 cucchiaio al giorno), nello yogurt, nel muesli nelle zuppe o anche aggiunta negli impasti ma sempre mescolata ad altre farine.

Io cercherò di integrarla nella mia attuale dieta e voi?

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