Fertilizzanti naturali a costo zero per piante da Re

Aiutare le nostre piante a crescere bene e a mantenersi belle e vigorose può darci molta soddisfazione. Ricordo che tanti anni fa vidi mamma mettere in una bottiglia d’acqua naturale delle crosticine di parmigiano e lasciarle macerare. Mi chiesi a cosa mai servisse quella strana operazione, e dato che ero curiosa, ne aprii una e vi misi il naso… Non svenni perchè ero forte e sana, ma aveva un odore nauseabondo. Mamma mi spiegò che era un ottimo fertilizzante per le piante, infatti usando una maniera tipica dei fiorentini: “le piante la presero benissimo”.

Dunque, a parte questi sprazzi di vita familiare, è pur vero che un piccolo aiuto naturale alla pianta e al terreno può essere una cosa utile. Meglio prima vedere cosa si intende per fertilizzante e per quale è meglio optare. Il fertilizzante è un mezzo tecnico che si usa in agricoltura o giardinaggio per aumentare, correggere, cambiare la fertilità del terreno.

Secondo il tipo di miglioramento che vogliamo ottenere, distinguiamo i fertilizzanti in concimi, ammendanti e correttivi. Ora, è il mezzo tecnico che si usa per produrre il fertilizzante che fa la differenza! Se il terreno dev’essere nutrito, è meglio che questo nutrimento lo si prepari a casa, in modo naturale, con ingredienti noti e non forzato chimicamente.

Le piante hanno sete di nutrimento per nutrimento in questo caso intendiamo fosforo, azoto e microminerali. Quello che troviamo in commercio è spesso e volentieri un prodotto abbastanza caro e contiene comunque ingredienti chimici. Meglio optare per un modo efficace di produrre del fertilizzante a costo zero. I fertilizzanti naturali sono spesso ricavati dai rifiuti organici prodotti dagli alimenti o dai resti vegetali di alberi e piante.

Bucce, fondi di caffè, foglie secche, lasciate fermentare per alcuni giorni, possono dare origine al compost, un ottimo fertilizzante naturale che nutre le piante e rende morbido e soffice il terreno. Produrre compost però non è sempre facile, perché la fermentazione dei rifiuti richiede tempo e spazio. Tra le sostanze da usare direttamente come fertilizzanti naturali troviamo il tè, i fondi del caffè, l’acqua minerale gassata e la birra. Ma anche la cenere, il lievito di birra e le piante selvatiche. La raccomandazione è quella della giusta via di mezzo: si deve evitare di eccedere, perché l’eccesso di qualsiasi fertilizzante rischia di provocare danni alle piante e di bloccarne la crescita.

Le succitate sostanze stimolano le foglie, rinforzano le radici, i fiori crescono rigogliosi, semplicemente perchè contengono azoto, fosforo e potassio, ma anche microlemementi, come manganese e magnesio.

Nell’antichità i residui della combustione del legno venivano utilizzati come fertilizzanti; la cenere quindi assume un grande valore nell’economia della coltivazione e diventa pressoché indispensabile per alcune colture. Potete conservare la cenere del caminetto (come già avevo accennato in un mio articolo sugli usi alternativi della cenere) e disporla attorno alla pianta, zappando un po’ la terra, così da ricavarne un ottimo fertilizzante naturale.

Per gli amanti delle rose e desidera una fioritura abbondante, ecco un metodo efficace per favorire la formazione di nuovi boccioli: il lievito di birra. Ricco com’è di vitamine del gruppo B, basta sciogliere tre cucchiai in dieci litri d’acqua e annaffiare: in pochi giorni si formeranno nuovi profumati boccioli.

E per chi non è ancora soddisfatto, ecco alcune piante che arricchiscono il terreno, come: la felce, messa ai piedi della vostra verdura, apporterà molto potassio, il tarassaco, che stimola il terreno e la vegetazione, l’ortica, in grado di stimolare la flora di microbi del terreno e rinforzare le piante, e la calendula che serve a renderle vigorose; queste ultime tre piante devono essere utilizzate come decotto da spruzzare non appena si è raffreddato.

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