Festival Vegetariano, in 30 mila al Castello di Gorizia

Si chiude la V edizione della maggiore manifestazione nazionale dedicata al vegetarismo, che quest’anno ha visto la partecipazione di 91 espositori, 80 ospiti, 62 appuntamenti, oltre 100 volontari e collaboratori di staff.

Emerge con determinazione l’identità di una kermesse che è altro da quanto già Gorizia offre a livello culturale e che dipinge la scelta vegetariana sempre più come uno stile di vita, che scaturisce dalla consapevolezza che ciascuno di noi può dare un contributo importante al futuro dell’ambiente e degli animali.

Lo hanno ampiamente ribadito gli 80 ospiti che si sono alternati alla V edizione del Festival Vegetariano al Castello di Gorizia e i 91 espositori, lo confermano i dati del sondaggio nazionale “Waste&Healt Watcher. Vegetarismo a prova di spreco” condotto da SWG Spa per Eventgreen, e lo hanno condiviso le 30 mila persone che hanno affollato Borgo Castello da venerdì 4 luglio ad oggi domenica 6 luglio: il vegetarismo è molto più di un orientamento alimentare, è un vero e proprio stile di vita che scaturisce dalla consapevolezza che le scelte personali possono influire sul futuro dell’ambiente e degli animali.

E il Festival, organizzato dall’associazione Eventgreen con il supporto di Biolab, la collaborazione di Comune e Provincia di Gorizia e il patrocinio del Ministero per l’Ambiente, impostosi come principale evento nazionale dedicato al vegetarismo, conquista una precisa identità, anche nell’ambito delle maggiori manifestazioni cittadine. “Spesso il Festival Vegetariano viene messo a confronto con Gusti di Frontiera ed E’ Storia – ha spiegato Massimo Santinelli, direttore della manifestazione – ma, soprattutto in questa edizione, ha dimostrato di avere una propria identità chiara e precisa, che a livello nazionale è già stata percepita. E’ interprete non di un mero modo di mangiare ma di una scelta di valori definita, che nasce dalla conoscenza e dalla responsabilità e si manifesta nel modo di concepire le relazioni con il pianeta, gli animali, gli altri uomini”. “Il tutto è stato possibile grazie a collaborazioni preziose, – ha concluso Santinelli – tra le quali quella con Comune di Gorizia, Provincia di Gorizia, Atp per l’efficiente servizio di navetta, i residenti di Borgo Castello e la città, che si è riappropriata del Castello, e poi tutti gli espositori, i partner e gli sponsor”. Senza dimenticare le oltre 100 persone, tra volontari e collaboratori di staff, che hanno contribuito in modo determinante alla buona riuscita.

Il Festival dunque “riparte” quest’anno come un progetto totalmente nuovo, con un cambio di data e di location che vogliono marcare la crescita in qualità della proposta. E il pubblico – non solo goriziano, numerosi anche i visitatori da fuori città e extra regione – lo ha recepito: sempre affollatissimi gli incontri, e tutto esaurito nel Teatro Tenda (400 posti) il sabato e la domenica. Successo anche per la Veg Bag, colma di prodotti certificati bio di aziende italiane: 1500 distribuite nella tre giorni.

La scelta vegetariana, riconducibile al ritorno alla natura creatrice delineata da Syusy Blady – ospite della prima serata del sabato con “Misteri per caso” – con un viaggio attraverso le divinità femminili delle civiltà antiche, è stata analizzata da diversi punti di vista.

Nell’ultima giornata il focus è stato posto sulla salute. Il medico vegano Riccardo Trespidi ha evidenziato come, in base a quanto emerso dagli studi diffusi dalla American Dietetic Association e da Dietitians of Canada, le diete vegetariane correttamente bilanciate siano salutari e adeguate dal punto di vista nutrizionale e come comportino benefici per la salute e nel trattamento di alcune patologie (dai problemi cardiaci alle malattie gastrointestinali sino all’obesità, che è essa stessa causa di malattie importanti). Ed anche con lo chef scienziato Marco Bianchi, autore di “50 minuti 2 volte la settimana. Gustose ricette e semplici esercizi per rimettersi in forma” (Mondadori), ha evidenziato l’importanza di dosare e mixare molecole e colori per mangiare in modo equilibrato e salutare: due consigli su tutti, limitare – per chi ne ancora ne consuma – la carne rossa (il consumo nazionale è pari a 1 chilo a settimana, il doppio della quantità massima consigliata a causa della dimostrata incidenza sull’insorgenza di cancro al colon), e mangiare pizza, un antiox naturale. Tra i suoi “seguaci” nel prediligere le proteine vegetali, i campioni di nuoto Federica Pellegrini e Filippo Magnini.

Non sono mancate nemmeno le belle storie domenica, come quella dell’oca Becco di Rame e del suo veterinario Alberto Briganti che ha lasciato i bambini a bocca aperta. Briganti ha consigliato ai genitori: “Non portate i vostri figli negli zoo e ai safari, portateli nelle fattorie!”.

M ci sono storie e storie. Le conclusioni sono spettate ad Antonio Lubrano, nell’incontro “Stiamo riscoprendo la sobrietà? Le favole alimentari che ci raccontano ogni giorno e ciò che muta nel nostro stile di vita”: il giornalista, che per primo in Italia indagò le frodi alimentari e che oggi vanta la maggior competenza storica e tecnica sulla tematica, è stato intervistato dal giornalista Vincenzo Compagnone.

Un’importante finestra è stata aperta sulla relazione vegetarismo – spreco – rifiuti: Andrea Segré (Università di Bologna – Last Minute Market) e Maurizio Pessato (SWG), moderati dal giornalista Roberto Covaz, hanno presentato, in collaborazione con la Provincia di Gorizia nell’ambito della campagna “Facciamolo con amore – Riduzione, Riuso, Riciclo”, del sondaggio nazionale “Waste&Healt Watcher. Vegetarismo a prova di spreco” e di quello provinciale “Raccolta differenziata dei rifiuti”. Questo è stato anche il momento in cui Gorizia verrà eletta tappa ufficiale della campagna europea “Un anno contro lo spreco”.

Dal sondaggio provinciale emerge che per il 58% degli intervistati (un campione di 400 persone intervistato online a giugno 2014) il problema dei rifiuti è strettamente connesso allo stile di vita. Come risolverlo? Il 59% ritiene che la pubblica amministrazione dovrebbe puntare soprattutto sulla raccolta differenziata, il 41% sulla riduzione dei rifiuti. Altro dato interessante, la relazione tra raccolta differenziata e problematiche ambientali: per il 40% la differenziata è molto importante per risolvere le questioni green, per il 52% abbastanza.

Riciclo e… musica, invece, il binomio per l’evento finale, l’applaudito concerto Elettrodomestica Tour del Riciclato Circo Musicale: da alcuni anni i quattro musicisti della band stanno esplorando il mondo dei nuovi rifiuti tecnologici e del loro riutilizzo attraverso la musica, e questa deformazione professionale votata alla ricerca ha spinto il gruppo ha creare un nuovo genere musicale, appunto l’Elettrodomestica. Ne è nata una performance colorata e coinvolgente, che ha coronato una tre giorni festosa e partecipata, capace di fare cultura attraverso registri e modalità anche molto diverse.

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