L’Amaranto non è solo un colore, ma un benefico “pseudo” cereale

Gli antichi Greci conoscevano l’Amaranto, infatti etimologicamente il suo nome deriva dal greco amarantos che letteralmente significa “che non appassisce”. Per le antiche popolazioni dell’America centrale, l’amaranto era, con il mais e la quinoa, l’alimento fondamentale per Aztechi ed Incas.

Un cibo utilizzato sin da tempi antichissimi anche se, per molti anni, è stato pressochè dimenticato. ha iniziato a tornare alla ribalta intorno agli anni Sessanta negli Stati Uniti, ed oggi viene coltivato in tutto il mondo. Ricchissimo di nutrienti, le sue proprietà sono ancora poco conosciute in alcuni Paesi, tra cui l’Italia. Viene utilizzato più ornamentale che non nell’alimentazione e a torto.

Prima fondamentale caratteristica è che l’amaranto è completamente privo di glutine, perciò è un alimento adatto a chi soffre di celiachia.

Essendo molto ricco di fibre e particolarmente digeribile, è utile per chi soffre di problemi intestinali ed è adatto anche all’alimentazione di bambini piccoli e anziani.

La ricchezza di proteine di alta qualità ed è un valido alleato per chi decide di seguire un regime alimentare privo di carne e di derivati animali (vegetariani e vegani in prima linea).

Contiene un tasso elevatissimo di lisina e garantisce un ottimo apporto di ferro, calcio, fosforo e magnesio. Sono inoltre presenti, vitamine dei gruppi B e C, acido aspartico, arginina, serina, alanina e acido glutammico. L’amaranto è definito pseudo cereale e rappresenta una valida alternativa ai cereali.

Direi che per invogliare tutti a consumare l’Amaranto è necessario informarvi su qualche piccola curiosità che lo riguarda:
-L’amaranto è stato considerato sacro da molte popolazioni. Gli antichi romani credevano che allontanasse sfortuna e invidia. I greci pensavano che fosse la pianta dell’amicizia e di tutti i sentimenti eterni.
-Tra il diciasettesimo e il diciannovesimo secolo è stato utilizzato come ornamento per i vestiti perché gli veniva attribuito il potere di donare benessere fisico.
-Le foglie dell’amaranto sono molto più ricche di ferro dei semi (già comunque molto ricchi) e possono essere cucinate con le stesse modalità degli spinaci.

Fate attenzione a:
-Non va mai abbinarlo mai a cibi ricchi di proteine, per esempio a uova o latticini, perché ne contiene una quota già molto elevata.
-Va fatto cuocere in acqua bollente per circa un’ora, solitamente servono due parti di acqua per ogni parte di amaranto.
-Il sale va aggiunto alla fine.
-A cottura ultimata l’amaranto deve essere tenero, ma ancora croccante. È bene farlo riposare qualche minuto a fuoco spento, prima di servirlo. È ottimo condito con pomodori caramellati (che vi assicuro sono una delizia per occhi e palato), capperi, olive e un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. In generale, comunque, si accompagna bene a tutte le verdure di stagione.
Aspetto i vostri feedback in merito.

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