Mac Donald’s: starne lontani aumenta la salute, ecco perchè

Oggi più che mai il tema dell’alimentazione è quanto mai determinante. Sapersi alimentare correttamente è una delle carte vincenti per mantenerci in buona salute, sia nel corpo che nella mente. Purtroppo però viviamo in un mondo consumustico, altamente inquinato, in cui sono le mode a farla da padrone e non il buon senso. Soffermarsi ad imparare di nuovo a mangiare costa fatica, mentre è molto più semplice far nostre abitudini alimentari dove si privilegia la velocità, la scarsa qualità senza tener conto delle conseguenze. Ad essere incriminati sono in particolar modo i cibi da fast food.

Un’équipe internazionale di scienziati provenienti da università e ospedali di tutto il mondo ha condotto uno studio approfondito, l’International Study of Asthma and Allergies in Childhood (Isaac), un programma di ricerca epidemiologica iniziato nel 1991 per studiare asma, riniti ed eczemi nei minori, collegando queste patologie agli stili di vita nelle nazioni occidentali e sviluppate. Lo studio è durato un anno, durante il quale il team di scienziati ha sottoposto un campione di adolescenti ad un questionario relativo ai sintomi di asma, rinocongiuntiviti ed eczemi e sulle loro abitudini alimentari.

Come volevasi dimostrare, i dati raccolti hanno evidenziato che un’alimentazione sana, che prevede l’assunzione di frutta e verdura per più di tre volte a settimana, aiuta a ridurre il rischio di asma; a differenza di coloro che si abbuffano di panini e patatine fritte sortiscono l’effetto opposto, tendendo ad ammalarsi fino a tre volte di più.
Ecco dunque alcune ragioni che dovrebbero farci capire perchè stare lontani da Mac Donald’s è un bene per la salute.

1. Stare alla larga da McDonald’s
McDonald’s è una multinazionale considerata fra le più pericolose al mondo, che spende oltre 1,8 miliardi di dollari all’anno per pubblicizzarsi e promuoversi per dare al mondo l’immagine di una corporation “verde” e “attenta alla natura”. I bambini, ma anche gli adulti, vengono attirati dentro con la promessa di giocattoli e altri gadgets.
Purtroppo però l’unico interesse di McDonald’s è il denaro, trarre profitto da chiunque e dovunque si riesca a farlo, così come tutte le compagnie multinazionali. Il Rapporto Annuale di McDonald’s non a caso parla di “Dominazione Globale”, aprire cioè le sue filiali ovunque. Ma questo tipo di espansione significa eccessiva uniformità, minore scelta e l’indebolimento delle comunità e delle culture locali.

2. Reclamizza cibo non salutare
Reclamizza il proprio cibo come “nutriente”, ma ormai è accertato che si tratta di cibo-porcheria, ricco di grassi, zuccheri e sale, e povero di fibre e vitamine. Questo tipo di alimentazione è l’anticamera delle malattie del cuore, cancro, diabete ed altre patologie. Il cibo fornito contiene una vasta quantità di additivi chimici, alcuni dei quali possono causare stati febbrili, ed iperattività nei bambini.
Non dimentichiamo che la carne è la causa maggiore di tutti gli avvelenamenti da cibo. Nel 1991 McDonald’s è stato responsabile di una serie di avvelenamenti da cibo in Gran Bretagna, per i quali la gente colpita soffrì di gravi insufficienze renali. Inoltre, i moderni metodi di allevamento intensivo, che sono contro i metodi naturali, sono diventati un pericolo per tutti (come ad esempio la BSE, il cosiddetto morbo della “mucca pazza”).

3. Lavorare in McDonald’s
Non dimentichiamo poi cosa significa lavorare per Mac Donald’s, che è generoso nel pubblicizzarsi come multinazionale cui sta a cuore il lavoro, mettendosi in prima fila come multinazionale che offre posti di lavoro stabili, in cui si può far carriera. Nella camapagna mediatica che ci ha bombardato in Italia, si è fatto riferimento sensazionale all’articolo 1 della Costituzione italiana. Un messaggio che ha fatto balzare sulla sedia i sindacalisti italiani, e non solo. A prendere la parola, infatti, è stata anche la Filcams Cgil: secondo la categoria del commercio del sindacato la realtà dipinta nella pubblicità è ben diversa da quella che si vive quotidianamente. La Filcams ha dichiarato: “McDonald’s è una di quelle rare multinazionali del comparto della ristorazione commerciale/veloce, se non l’unica, ad essersi sistematicamente sottratta al confronto in ordine alla condivisione di un contratto integrativo aziendale”. Non solo: le relazioni sindacali, sia nazionali che territoriali, sono praticamente inesistenti e lo testimonia, tra le altre cose, la procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda qualche mese fa a Milano, che ha coinvolto un centinaio di lavoratori con più anzianità. Anche sulla qualità occupazionale il sindacato ha da ridire: “l’80% dei lavoratori, non certo per scelta, ha un contratto a tempo parziale di poche ore settimanali, con il sistematico obbligo di prestare servizio in orario notturno e domenicale/festivo”. Inoltre McDonald’s omette di specificare l’alto indice di precarietà, le inevitabili implicazioni di carattere reddituale e l’impossibilità di avere il tempo necessario per la cura dei propri affetti e della propria salute psicofisica. I lavoratori dell’industria del fast food hanno paghe molto basse. Inoltre, la pressione per realizzare sempre maggiori profitti fa si che siano assunti meno addetti di quelli necessari cosicchè quelli che ci sono devono lavorare sempre più velocemente e sempre più duramente. Come conseguenza, gli incidenti (particolarmente le ustioni) sono molto comuni.
E’ gioco forza che, chi lavora in McDonald’s fa parte di una categoria di persone che ha poche possibilità di trovare lavoro ed è costretta ad accettare questo tipo di sfruttamento.

4. Deruba i poveri
Per dare spazio agli allevamenti di bestiame o per coltivare i foraggi per nutrire gli animali che verranno mangiati nell’Occidente, grandi aree di terra in paesi poveri vengono deforestate. Ovviamente per realizzare questo, si danneggiano le risorse alimentari di questi paesi, incatenati al debito dalla Banca Mondiale e dalle multinazionali. McDonald’s pubblicizza e impone continuamente prodotti a base di carne (manzo, pollo etc.), spingendo la gente a mangiare carne troppo spesso, questo fa si che vengano distrutte enormi risorse per l’alimentazione mondiale. L’utilizzo di 7 milioni di tonnellate di cereali, per nutrire gli animali da macello, produrranno solo 1 milione di tonnellate di carne e derivati. Con una alimentazione basata sui vegetali e con razionale utilizzo delle terre, ogni regione potrebbe essere autosufficiente per l’alimentazione.

5. Danneggia l’ambiente
Finalmente McDonald’s ha dovuto ad ammettere di usare bovini allevati su terre dove erano state disboscate foreste pluviali, compromettendo la loro rigenerazione. Quindi gli abitandi delle zone deforestate sono costretti a spostarsi, disboscando altre aree. Pensate che il metano emesso dagli allevamenti bovini per l’industria della carne è una delle maggiori cause del problema del “riscaldamento globale”. E non dimenticate, le confezioni usate per inscatolare i cibi sono altamente inquinanti.

6. Carne prodotta con animali sofferenti
Il tanto amato cheeseburger (per fare un esempio) è frutto di tortura e uccisione di milioni di animali. Essi infatti provengono da allevamenti intensivi, luoghi nei quali è preclusa ogni possibilità di andare all’aria aperta e al sole, e nei quali il movimento è solo un’utopia. Noi però possiamo scegliere se mangiare o meno carne, ma i miliardi di animali uccisi ogni anno per l’industria del cibo e degli hamburger non hanno alcun tipo di scelta.

7. Censura e processo McLibel (McQuerela)
Le critiche a McDonald’s arrivano da ogni dove, sia da parte delle persone che da parte di organizzazioni su diverse problematiche. London Greenpeace, a metà degli anni ottanta, conglobò molte di queste questioni e indisse una Giornata Mondiale di Azione contro McDonald’s, giornata che ogni anno, il 16 ottobre, si rinnova in tutto il mondo. Per contro McDonald’s non è rimasto in silenzio, ha provato a zittire le critiche con azioni legali contro chi protesta. Sostenere una causa legale contro un colosso del genere comporta spese notevoli, che se non possono essere sostenute, costringono molti a far marcia indietro. Un esempio quello di Helen Steel e Dave Morris, due militanti di London Greenpeace che hanno sostenuto uno dei più lunghi processi per calunnia mai svoltosi in Gran Bretagna. Non essendo disponibile la difesa d’ufficio, i due militanti decisero di difendersi da soli. McDonald’s, messa alle corde, rifiutò di rivelare una grande quantità di documenti. Ai due ecologisti imputati, invece, fu negato il diritto ad avere una giuria.

A dispetto di tutte le carte accumulate contro di loro, Helen e Dave hanno rovesciato il tavolo esponendo la verità e portando al processo lo sporco business di McDonald’s. Intanto continuano a crescere le proteste contro questa corporation da 30 miliardi di dollari di fatturato ogni anno. E’ importantissimo ribellarsi contro ogni intimidazione e difendere la libertà di opinione e di parola.

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