Il riscaldamento globale rischia di affamare le generazioni future

Secondo una nuova ricerca condotta dalla Stanford University ed il National Center of Atmospheric Research, nei prossimi vent’anni corriamo il rischio di vedere compromesse le produzioni agricole fondamentali alla alimentazione, quali il mais ed il frumento, in misura tale da non essere più in grado di far fronte alla domanda.
Il lavoro dei ricercatori, recentemente pubblicato su Environmental Research Letters, è stato condotto grazie alla utilizzazione di modelli informatici sul clima globale e dei dati meteo: la conclusione è che nei prossimi vent’anni, l’impatto del riscaldamento globale e dell’aumento delle temperature ai ritmi attuali inciderebbe per almeno il 10% nel rallentare alcune produzioni agricole, creando quindi una emergenza di approvvigionamento alimentare.
Negli ultimi decenni le produzioni di mais e frumento aumentano mediamente dell’uno o due percento ogni anno e si prevede un aumento complessivo del 13% per il 2030: nello stesso tempo però aumenterà anche la popolazione e con essa la domanda di derrate alimentari.
Gli autori David Lobel e Tebaldi ritengono che in presenza di sensibili cambiamenti climatici il ritmo della produzione agricola potrebbe non tenere il passo con l’aumento della domanda, rallentando di oltre il 10% l’abituale crescita di rendimento dei terreni coltivati.
La velocità del progressivo riscaldamento potrebbe incidere del 10% sulla resa del mais e del 20% su quella del frumento. In natura un riscaldamento di questa portata risulterebbe assai improbabile (1/200) ma il cambiamento climatico, come è noto,  è condizionato dalla presenza degli inquinanti atmosferici.
La quantificazione dell’impatto del riscaldamento è stata prospettata nella misura di una riduzione di resa del 7% per il mais e 6% per il frumento per l’aumento di ciascun grado celtius nella media delle temperature.
Secondo gli autori si tratta quindi di un rischio a breve termine che investe i prossimi venti anni e riguarda quindi proprio la generazione dei nostri figli: per questo si intende portare a conoscenza delle organizzazioni competenti l’esistenza del rischio che possano determinarsi situazioni di emergenza alimentare.

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