Salute: un farmaco ci salverà dalle nostre paure

Chi di noi non ha mai avuto paura, almeno una volta nella vita? Ebbene, un equipe di ricercatori tedeschi ha scoperto che un farmaco, utilizzato al momento per la cura del morbo di Parkinson o come rimedio contro i disordini del movimento, potrebbe essere d’ausilio anche per chi soffre di fobie o di disturbi da stress post traumatico.

I primi risultati di questa ricerca, che trae origine dallo studio degli effetti della psicoterapia per combattere la memoria di eventi drammatici, combinata all’assunzione di un farmaco chiamato levodopa o L-Dopa, sono stati recentemente presentati a Milano da Raffael Kalish dell’University Medical Center di Mainz (Germania), nel corso della più importante conferenza europea di neuroscienza Fens 2014.

Se è pur vero, infatti, che la paura rappresenta una reazione primordiale ed essenziale per la sopravvivenza stessa dell’uomo, è altresì vero che i ricordi legati a quelle spiacevoli situazioni possono causare ansie e fobie, tanto che la cosiddetta procedura di “estinzione della paura” usata in psicoterapia, espone le persone ad un trattamento di cui non è possibile prevedere in anticipo le conseguenze.

Al riguardo, Kalish e i suoi collaboratori hanno scoperto che il processo di modifica delle associazioni create dalla nostra mente potrebbe coinvolgere i meccanismi cerebrali legati a manifestazioni quali il piacere e la ricompensa e, in questa ipotesi, potrebbe dunque dipendere dal rilascio della dopamina, ovvero il neurorecettore che controlla tali meccanismi.

Ciò li ha portati a pensare che la L-Dopa -farmaco per trattare il Parkinson– potrebbe essere in grado di controllare anche il sistema che regola la paura: infatti, la L-Dopa viene trasformata dal cervello in dopamina che, oltre a controllare i meccanismi di piacere e ricompensa, influenza pure la formazione dei ricordi, tanto che la persona -o la cavia- che abbia ricevuto il trattamento con L-Dopa dopo l’eliminazione della paura, potrà in questo modo creare un ricordo positivo più forte.

Infine, con l’intento di migliorare gli effetti a lungo termine della psicoterapia combinata con la L-Dopa, il gruppo di ricerca guidato da Kalish sta per iniziare uno studio clinico su soggetti con la fobia dei ragni, proprio per determinare gli effetti del farmaco sui risultati della psicoterapia: ‘agire sui meccanismi che regolano la dopamina nel cervello -conclude Kalish‘rappresenta una via promettente per stabilire strategie atte ad una prevenzione primaria e secondaria della paura‘.

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