Sfruttare le forze naturali, un pilastro dell’agricoltura biodinamica , seconda parte

Abbiamo visto che l’agricoltura biodinamica si basa sulla cosciente utilizzazione delle forze naturali, a cui si associa un metodo di coltivazione senza concime chimico e senza veleni. Osservando la produzione vegetativa in natura, sono tre le espressioni fondamentali di questa forza naturale.

1. La liberazione nella terra di materie nutritive necessarie alla pianta.
2. L’inspirazione dall’atmosfera alla terra per mezzo delle piante.
3. L’autoregolazione che esiste in tutti gli organismi viventi.

Il principio di restituire alla terra quello che si prende non è idea fondamentale della biodinamica ma della chimica. Per questo per la biodinamica è fondamentale attivare la vita nella terra in modo che le sostanze presenti in essa in quantità enormemente superiore al bisogno, possono essere liberate e assimilate dalle piante nella misura necessaria. E’un processo naturale, che si svolge grazie ai lombrichi, ai vermetti e ai microrganismi e ogni intervento deve avere come fine, quello di proteggere e intensificare questa “microstalla”.

L’inspirazione di sostanze dall’atmosfera è il secondo processo naturale. Solo in piccola parte (circa l’1%) le piante costruiscono la loro massa vegetativa dalla terra. Per il resto utilizzano anidride carbonica, acqua e azoto, che troviamo nell’humus in grande quantità. Con la costante distruzione e morte vegetativa l’azoto viene messo a disposizione per la vegetazione in crescita.

Il concime chimico invece frena e disturba questo processo naturale. Con un surplus di azoto nell’humus c’è il rischio che sviluppo di batteri che liberano l’azoto dalla terra porti ad una perdita di azoto invece di un’inspirazione.

Infine vi è il terzo processo naturale che caratterizza tutti gli organismi viventi e i sistemi ecologici: l’autoregolazione, cioè l’adattamento alle condizioni esterne; quello che di solito chiamiamo l’equilibrio della natura. Lo fa anche il nostro corpo capace di guarire oppure di resistere alle malattie. Lo fanno i nostri muscoli che si rafforzano usandoli e la nostra pelle che si ispessisce dove viene consumata. Viceversa, questa caratteristica è del tutto assente nel mondo inorganico dove il prolungato uso porta alla distruzione, non alla costruzione.

Nel nostro metabolismo il processo di autoregolazione viene influenzato e guidato da sostanze presenti in quantità minima, per esempio vitamine, ormoni, enzimi e microelementi. Mangiando determinati alimenti noi possiamo influenzare il nostro metabolismo e la nostra salute.

Così avviene anche nella terra, noi troviamo questo processo di metabolizzazione di sostanze organiche e possiamo aiutarlo e migliorarne l’efficacia attraverso accorgimenti specifici quali l’impiego della rotazione, del cumulo e dei preparati biodinamici che altro non sono che strumenti per rafforzare la capacità autoregolatrice della terra, delle piante e dell’azienda agricola nel suo complesso.

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