Sicurezza Alimentare e Ambiente, Aiab contro il trattato di libero scambio tra Usa – Ue

Aiab chiede a Renzi di fermare il Trattato di Libero Scambio (TTIP o Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra USA e UE . Secondo l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, l’accordo potrebbe essere una minaccia al cibo di qualità, ai beni comuni e al diritto alla privacy; via libera agli Ogm, alla privatizzazione dei servizi pubblici, alla cancellazione totale di ogni diritto del lavoro, alle ricerche del gas di scisto.

E’ questo l’allarme lanciato da AIAB nei giorni dell’insediamento della presidenza italiana in Europa: l’avanzamento delle trattative tra USA e UE è secretato, ma il trattato di libero scambio tra Usa e UE potrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi.

L’obiettivo dell’accordo, che dovrebbe essere siglato a fine 2014, è di creare la più grande zona di libero scambio del pianeta, con circa 800 milioni di consumatori, quasi la metà del prodotto mondiale lordo (PIL) e un terzo del commercio globale. Si tratta dunque di un accordo fortemente voluto dalle autorità statunitensi che, nel loro confronto strategico con la Cina, vogliono portare nel loro giro d’affari tre aree decisive – Europa, America Latina, Asia-Pacifico – in cui Pechino si sta solidamente insediando. “Il Trattato – dice AIAB che, insieme a 20 altre associazioni sta promuovendo una campagna per fermare il TTIP – è molto di più di una semplice trattativa commerciale: con l’alibi di omogeneizzare le normative mette a repentaglio una serie di diritti inalienabili sanciti formalmente nelle convenzioni europee e internazionali, offrendo in pasto alle multinazionali una bella fetta di mondo. Per questo chiediamo al governo italiano di opporsi a questo accordo che è peraltro oggetto di negoziati volutamente segreti. E di fare in fretta”.

Ecco, si seguito, i dieci principali peccati capitali del Trattato, i motivi per cui è importante fermare i negoziati e la firma dell’accordo.

Sicurezza alimentare: le norme europee su pesticidi, Ogm, carne agli ormoni e più in generale sulla qualità degli alimenti, più restrittive di quelle americane e internazionali, potrebbero essere condannate come “barriere commerciali illegali”.

Acqua ed energia: sono settori a rischio privatizzazione. Tutte quelle comunità che si dovessero opporre potrebbero essere accusate di distorsione del mercato.

Servizi pubblici: il TTIP limiterebbe il potere degli Stati nell’organizzare i servizi pubblici come la sanità, i trasporti, l’istruzione, i servizi idrici, educativi e metterebbe a rischio l’accesso per tutti a tali servizi a vantaggio di una privatizzazione che rischia di escludere i meno privilegiati.

Diritti del lavoro: la legislazione sul lavoro, già drasticamente deregolamentata dalle politiche di austerity dell’Unione Europea, verrebbe ulteriormente attaccata in quanto potrebbe essere considerata “barriera non tariffaria” da rimuovere.

Finanza: il trattato comporterebbe l’impossibilità di qualsivoglia controllo sui movimenti di capitali e sulla speculazione bancaria e finanziaria.

Brevetti e proprietà intellettuale: la difesa dei diritti di proprietà delle imprese sui brevetti metterebbe a rischio la disponibilità di beni essenziali, quali ad esempio i medicinali generici. Così come la difesa dei diritti di proprietà intellettuale può limitare la diffusione della conoscenza e delle espressioni artistiche.

Gas di scisto: il fracking, già bandito in Francia per rischi ambientali, potrebbe diventare una pratica tutelata dal diritto. Le compagnie estrattive interessate a operare in questo settore potrebbero chiedere risarcimenti agli Stati che ne impediscono l’utilizzo. In questo modo si violerebbe il principio di precauzione sancito dall’Unione Europea, incentivando iniziative economiche che mettono in pericolo la salute umana, animale e vegetale, nonché la protezione dell’ambiente.

Libertà e internet: i giganti della rete cercherebbero di indebolire le normative europee di protezione dei dati personali per ridurli al livello quasi inesistente degli Stati Uniti, autorizzando in questo modo un accesso incontrastato alla privacy dei cittadini da parte delle imprese private.

Democrazia: il trattato impedirebbe qualsiasi possibilità di scelta autonoma degli Stati in campo economico, sociale, ambientale, provocando la più completa esautorazione di ogni intervento da parte degli enti locali.

Biocombustibili: il TTIP attraverso l’armonizzazione delle normative europee in ambito energetico, incentiverebbe l’importazione di biomasse americane che non rispettano i limiti minimi di emissione di gas a effetto serra e altri criteri di sostenibilità ambientale.

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