Un’altra estate di tagli alla spesa vacanze: i conti in tasca agli italiani

Il potere d’acquisto delle famiglie nel primo trimestre 2014 si riduce dello 0,1% in rapporto al trimestre precedente e dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. In effetti il reddito familiare è rimasto stabile nel corso del trimestre, ma ciò che ha inciso nella riduzione del potere d’acquisto è stata l’inflazione, malgrado questo la spesa per consumi risulta aumentata dello 0,2% sia nel confronto col trimestre precedente che con il periodo corrispondente 2013. L’apparente incongruenza si spiega con una riduzione della propensione al risparmio che risulta del 10% nel primo trimestre 2014 e quindi in calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% in rapporto al primo trimestre 2013.

I dati pubblicati ieri dall’Istat sono stati ripresi dalla Coldiretti che li interpreta mettendo soprattutto l’accento sul calo del potere d’acquisto e sul conseguente taglio del budget vacanze, che si è ridotto ben del 25% dal 2008 ad oggi. Si prevedono quindi tagli alle spese per le vacanze anche quest’anno, ma la riduzione del potere d’acquisto secondo la Coldiretti incide anche sulle spese ordinarie ed i particolare su quelle alimentari: i consumi per i generi alimentari sono crollati ai livelli di 30 anni fa ed hanno subito una ulteriore contrazione all’inizio del 2014. Si registra un -5% nel consumo di pasta, -4% per l’olio extravergine, -7% per il pesce e -4% per frutta e verdure fresche in confronto con il periodo corrispondente del 2013 ed un taglio di spesa per generi alimentari del 2%.
Ci si attende una tendenza al miglioramento nella seconda parte del 2014.

Malgrado la riduzione del potere d’acquisto registrata dall’Istat, sarà anche a causa della minore attitudine al risparmio delle famiglie italiane, ma si prospetta all’inverso un aumento della spesa per i saldi estivi.
La previsione è della Confcommercio, che prevede per i saldi che sono iniziati in questi giorni, scaglionati nelle diverse regioni italiane, una spesa complessiva di 3,7 miliardi di euro, con una spesa familiare di 237 euro per ciascun nucleo. Si tratta di una leggera crescita rispetto allo scorso anno, quando si era fermata a 229 euro, con una media per persona di 101 euro rispetto ai 99 dello scorso anno: non è un dato eclatante, ma anche questo parametro era risultato in costante riduzione negli ultimi anni (erano 114 euro a testa nel 2011 e 103 nel 2013) e rappresenta senz’altro il segnale di una volontà di ripresa, cui è augurabile segua poi la ripresa reale.

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