Api a rischio estinzione: salviamole

Un terzo del cibo che mangiamo e la maggior parte della flora spontanea dipendono dal lavoro degli insetti impollinatori, determinanti per la catena alimentare. Fra gli insetti impollinatori sono al primo posto le api laboriose. Ma le api, in Europa e in tutto il mondo sono attualmente inforte declino e rischiano l’estinzione. Perchè? A causa dei cocktail di pesticidi utilizzati su scala industriale nella coltivazione dei campi (e qui dunque il richiamo all’agricoltura biodinamica e al suo valore per la terra).

Questo fenomeno ormai globalizzato minaccia la nostra sicurezza alimentare: infatti molte tipologie di colture sarebbero colpite in maniera devastante a causa del maggior calo degli impollinatori naturali.

Il declino delle api in particolare, deriva per lo più, da un sistema agricolo di tipo industriale (il peggiore e il più lesivo sia al terreno che alle colture, povere di nutrienti), a discapito di un’agricoltura ecologica e sostenibile che tuteli la biodiversità.

Cosa possiamo fare? Il primo passo per proteggere le api è quello di eliminare le sostanze chimiche più pericolose contenute nei pesticidi e negli erbicidi, che l’agricoltura intesiva usa in maniera scriteriata.

Un recente studio di Greenpeace rileva che più di due terzi del polline raccolto nei campi e portato all’alveare è stato contaminato da diverse sostanze chimiche tossiche, contenute appunto in insetticidi, acaricidi, fungicidi ed erbicidi, prodotti da aziende agrochimiche come Bayer, Syngenta e Basf (se il polline è contaminato, di conseguenza sanno contaminati anche i prodotti delle api, come il miele, la pappa reale, la cera).

E’ per questo che Greenpeace invita la Commissione Europea e naturalmente, i governi nazionali ad aumentare la ricerca scientifica sulla salute degli impollinatori e vietare di conseguenza l’utilizzo di questi mortali pesticidi. Ma attenzione, i pericoli per le api operaie si nascondono anche nei giardini o sui balconi.

Secondo un’altra inchiesta infatti, condotta da Greenpeace, il 79% delle piante ornamentali vendute in Europa è contaminato da sostanze pericolose per le api. L’agricoltura chimica intensiva e le monoculture non sono affatto modelli sostenibili per le api, per il pianeta e per l’uomo, la cui alimentazione e quindi anche la sopravvivenza dipende da questo delicato ecosistema.

Per tutelare o consumatori e l’ambiente si possono utilizzare metodi alternativied ecologici per lacoltivazione delle piante, dei fiori e dei frutti.

Se anche a voi sta a cuore questo delicato problema e volete approfondire l’argomento per poter contribuire nel vostro piccolo alla tutela delle api potete consultare il sito salviamoleapi.org

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