Il Basilico, la piantina regale

Il profumo del verde basilico ha semrpe incantato i miei sensi. QUesta piantina abitante degli orti e dei davanzali ha un nome che ne sottolinea l’importanza. Deriva infatti dal grevo basilikòs, che significa regale. In botanica viene classificato come Ocinum basilicum, dove ocinum significa profumo. A questo punto non mi resta che sottolineare un adagio latino “Omen nomen”, ovvero nome e presagio.

Si favoleggia che il basilico liberi l’aria dagli spirit maligni, da qui l’abitudine di tenerlo sui davanzali o nei pressi della casa. Le fogli messe nell’acqua purificherebbero il corpo e la mente da malefici influssi, che si possono cacciare anche spargendole asciutte sul pavimento. Addiritturaa questa pianticella si attribuisce la capacità di tener lontani serpenti e scorpioni. Sembra che posta vicino ai pomodori tenga lontani gli insetti, mentre la sua presenza nelle cucine e sale da pranzo proteggerebbe dagli avvelenamenti.

In India vi è un tipo di basilico, tulasi, sacro alla sposa di Visnu, dea della bellezza, che viene ninvocata per la protezione di tutto il corpo e perchè conceda figli a chi li desidera. Apre il cammino del cielo agli uomini pii.

In occidente il basilico ha un simbolismo erotico che si riflette nelle proprietà di favorire il concepimento,infatti una volta lo si dva come foraggio alle asine e alle cavalle. In Toscana era soprannominato “amorino”, e in Sicilia era simbolo di Amore ricambiato. Ma il basilico non è soltanto benefico all’amore: i suoi rametti fioriti posti in un vaso in una stanza propizierebbero l’amicizia e la concordia familiare.

Insomma è una pianta magica che però può perdere tuttavia i suoi effetti se la si tocca o si taglia col ferro, come dice lo stesso Plinio. La si deve cogliere per pratiche magiche con la mano sinistra e la luna crescente. Un suo rametto permette infine di capire se una persona è ipocrita o bugiarda: basta, pare, metterne un ramoscello sul suo corpo mentre dorme; se il sospetto è fondato, le foglioline avvizziranno in brevissimo tempo.

Secondo antichi botanici però, il basilico poteva condurre alla pazzia se veniva tritato o coperto da una pietra. Anticamente i contadini raccontavano che era necessario accompagnare la sua semina con ingiurie, maledizioni e imprecazioni perchè crescesse più vigoroso. In passato però il simbolismo legato a questa pianta era anche funerario, come a Creta dove è simbolo di lutto.

Tale simbolismo forse è derivato da un legame con una delle tante epifanie della Grande Madre. Infatti il basilico è pianta contemporaneamente erotica e funeraria, come si addice a tutto ciò che gravita nel regno di Colei che ogni essere genera e riassorbe in sè.

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