Il biologico non conosce crisi: nel 2014 le vendite a +17,3%

L’Italia si conferma tra i paesi leader nella vendita di prodotti biologici. I dati elaborati nel rapporto “Bio in cifre 2014” dal Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica (Sinab) e dall’Istituto di Servizi per i Mercati Agricolo-Alimentari (Ismea) segnano per i primi cinque mesi del 2014 un aumento delle vendite del 17,3% rispetto allo stesso periodo del 2013.

A essere interessati dal trend positivo soprattutto le produzioni animali dove gli allevamenti registrano un significativo aumento del numero di capi (equini +38,7%, conigli + 31,3%). A crescere sono anche gli ettari di terra coltivati a biologico sul territorio nazionale che a fine 2013 aumentano del 12,8% rispetto al 2012 per un totale di oltre un milione trecentomila ettari. Oggi quasi il 10% della terra coltivata in Italia è gestita secondo i criteri dell’agricoltura biologica per un volume d’affari di oltre tre miliardi di euro. Crescono anche gli operatori che aumentano del 5,4% rispetto al 2012 superando le 52 mila unità. Operatori che si confermano essere in larga parte produttori biologici esclusivi che effettuano direttamente la trasformazione delle produzioni agricole.

L’edizione 2014 dell’Annuario dei dati ambientali dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) riferisce che il 61,8% degli oltre 8 mila comuni italiani presenta almeno un’azienda biologica che si contano prevalentemente in Sicilia, Calabria, Puglia ed Emilia Romagna.
Metà della superficie occupata dall’agricoltura biologica è coltivata a foraggi, cereali e pascoli; seguono gli arboreti, tra cui spiccano olivo e vite.

I dati sono significativi se si pensa che il trend positivo tocca il massimo incremento nei primi mesi del 2014 e si osserva incessantemente dal 2005, proprio durante un periodo di congiuntura economica difficile, quando la spesa per i prodotti agroalimentari nello stesso periodo cala dell’1,4%.
La Federazione Italiana dell’Agricoltura Biologica e Biodinamica (Federbio) riconduce, una così elevata crescita del settore, al miglioramento delle referenze e all’introduzione di nuove linee di prodotto quali paste speciali, alimenti a base di kamut, farro e soluzioni innovative per la platea di vegetariani e persone con intolleranze alimentari in continuo aumento.

Un recente studio inglese pubblicato sulla rivista Journal of Nutrition e coordinata dall’università di Newcastle ha evidenziato come i prodotti dell’agricoltura biologica siano caratterizzati, non solo dalla sostanziale assenza di residui di pesticidi e di prodotti fitosanitari, ma anche da un più alto livello di molecole antiossidanti note per le proprietà benefiche sulla salute umana. Il fenomeno sarebbe spiegabile con la necessità delle piante di sviluppare molecole contro i parassiti naturali che nell’agricoltura biologica non sono contrastati dai pesticidi. Insomma, le colture biologiche avrebbero una maggiore libertà di esprimere le proprie potenzialità interagendo in modo più completo con l’ambiente circostante.

I dati forniti dal Sinab sono stati commentati dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, che ha affermato: “ Durante il semestre di presidenza italiano nell’Ue lavoreremo sulla riforma della normativa europea sul biologico, sulla quale già nel primo Consiglio dei ministri dell’Agricoltura a Bruxelles si è aperto un positivo dibattito”.

L’Italia, intanto, sarà protagonista dal 10 al 12 settembre dove, in occasione dell’ottavo Congresso Europeo sul biologico, gli operatori incontreranno a Bari i rappresentanti delle istituzioni europee. Tra i punti più importanti in agenda la nuova Politica agricola comune (Pac) e i Programmi nazionali di Sviluppo Rurale.

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