Il Dl competitività è legge: rinnovabili in primo piano

Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente commenta così il via libera del Senato al Decreto 91 sulla competitività: “Con l’approvazione del Dl competitività diventano legge una serie di misure importanti per la tutela dell’ambiente: velocizziamo le bonifiche e gli interventi contro il dissesto, investiamo sull’efficienza energetica delle scuole, tuteliamo il mare e le specie protette, superiamo le infrazioni europee. A questi interventi si sono aggiunte anche misure fondamentali per la ripartenza l’Ilva sotto il profilo ambientale e produttivo”.

Il Decreto è stato convertito in legge ieri sera alle 22.30 (155 voti favorevoli, 27 contrari e nessun astenuto). Galletti aggiunge: “Dal dibattito parlamentare, è uscito un testo migliorato, in grado di far compiere un passo in avanti nella tutela ambientale a un Paese che deve credere fortemente nell’ambiente come carta vincente per la crescita”.

Grazie all’evoluzione del decreto in legge balzano in primo piano le norme in esso contenute cioè: il pacchetto taglia-bollette, in cui rientra lo spalma-incentivi e la norma che impone di pagare parte degli oneri di sistema sull’elettricità autoconsumata, con limiti di crescita del contributo che verranno ridefiniti ogni 2 anni.

Dunque sono state confermate le novità in relazione alle rinnovabili e al fotovoltaico in regime di autoconsumo, che potranno accedere allo scambio sul posto fino a 500 kW di limite di potenza. Non si dovranno invece pagare gli oneri di sistema per l’energia prodotta da impianti sotto ai 20 kW di potenza.

Abbattuto (passatemi il termine) l’emendamento riguardante il fotovoltaico e catasto, che tentava di disporre che un impianto fotovoltaico che serve un edificio, di potenza superiore ai 7 kW di potenza e equivalente almeno al 40% del valore della rendita, renda necessaria la rivalutazione della rendita catastale dell’immobile contro la attuale norma che prevede una rivalutazione del valore catastale solo in presenza di impianti con potenza maggiore di 3 kW e oltre il 15% della rendita.

Variazioni anche per lo spalmaincentivi riguardante gli impianti fotovoltaici sopra ai 200 kW, che così modificato prevede due opzioni di rimodulazione degli incentivi in un periodo di 24 o 20 anni oppure tagli che saranno determinati dalla potenza dell’impianto stesso.

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